Pubblicato il

Lettera aperta all'Unione

Mi capita da un po' di tempo, per vicende legate alla mia vita personale, di riuscire a guardare la politica da una prospettiva diversa, diciamo da fuori, non rinnegando mai nà© i valori , nà© l'idealità  in cui fermamente credo e mi rispecchio. Appunto, mi appare distante da un senso di utilità  collettiva e di risposta al bisogno di un serio progetto politico per questa città  l'atteggiamento che alcune forze dell'Unione continuano a mantenere nei confronti di quella che finora appare come la candidatura più forte di consenso oltre che , a mio modo di vedere, più opportuna per il ruolo di sindaco di Civitavecchia. Mi convince ancor meno la motivazione francamente debole e barcollante di contrarietà  da parte della sinistra che si pregia di essere alternativa e radicale, alle primarie ritenute, fino a qualche tempo fa, anche ad altri e più alti livelli,condizione prioritaria e scelta vincente per l'avvio di un processo di democrazia partecipata dal basso.

Disorienta sentire, come mi è capitato, che Gino Saladini poteva essere l'uomo giusto per un attesissimo processo di cambiamento se solo avesse preso le distanze dall'On. Tidei. In che senso?

Rispetto a quale vicinanza reale o presunta tale? Distanza fisica o mentale ? Si può essere vicinissimi e lontani, oppure lontanissimi e vicini. Dipende dai casi. Quella che appare lontana, oggi, anzi lontanissima è la possibilità  di mantenere l'unità  della coalizione di centrosinistra, una unità  sempre invocata e , nei fatti, dal carbone al porto, disattesa e sofferta, nei comportamenti e da quel temporeggiare che certo non giova a mantenere intatta la fiducia dell'elettorato, l'unico che forse all'unità  ci crede e ci tiene e, malgrado tutto ci spera ancora.

Adesso sono soltanto una elettrice, disorientata da questa litigiosità  che non comprendo se è vero, come voglio credere che sia, che vogliamo un futuro diverso, che soltanto uniti vinceremo,che non ci muovono logiche che contestiamo e contrastiamo e che amiamo la nostra città  e che siamo diversi dal centrodestra, che l'etica ed il rispetto per le persone ci guidano nelle nostre scelte future e non altro, che dobbiamo rifare società  e comunità  e che basta coi mestieranti ed i professionisti della politica.

E allora , fate che a scegliere siano i cittadini o qualche timore Vi impedisce di far si che possano partecipare e contribuire , democraticamente, a decidere per il loro futuro e per la loro città ?

E' difficile giustificare e comprendere questo contrordine compagni , sapendo bene di essere partiti dall'esigenza di una assemblea programmatica per l'avvio, nel metodo, del tanto sperato cambiamento e di aver contestato duramente la passata amministrazione proprio per non aver tenuto conto, come invece avrebbe dovuto, nel caso della consultazione popolare contro la dolorosa riconversione a carbone di TVN, del parere del popolo sovrano. E allora, adesso come mai? Rinneghiamo noi stessi e mettiamo un bavaglio ai cittadini, ci arroghiamo il diritto di scegliere in vece loro? A chi giova?

Se non pretendo troppo, vorrei risposte chiare. E' un diritto che reclamo come cittadina che crede nel valore dei partiti ma più ancora in quello della democrazia che proprio a questi spetta presidiare.
Loretta Santacecilia

ULTIME NEWS