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Niente numero legale, slitta la discussione sull’acqua

CIVITAVECCHIA – Niente numero legale e il consiglio comunale non ha visto nemmeno la luce. Tutta colpa della maggioranza per il consigliere d’opposizione Enrico Zappacosta: «I primi punti all’ordine del giorno erano firmati dai consiglieri di Sel e forse i consiglieri delle liste civiche non volevano discuterli». Segno evidente «di una spaccatura interna alla maggioranza, fino ad oggi sepolta, e che oggi emerge vigorosamente». Tutta colpa dell’opposizione, invece, per il presidente del Consiglio Marco Piendibene che definisce «puerile» l’atteggiamento dei consiglieri di minoranza usciti dai banchi durante l’appello. «Si trattava di un consiglio comunale con all’ordine del giorno mozioni e interrogazioni – ha spiegato Piendibene – un’occasione, insomma per i consiglieri di maggioranza e minoranza di interrogare l’amministrazione comunale su temi di loro interesse. Nessuno della maggioranza voleva far saltare il consiglio, e la prova è l’arrivo del Sindaco e di altri consiglieri subito dopo l’appello (fortemente voluto dal consigliere d’opposizione e che ha portato a far mancare il numero legale). Il risultato però è solo uno: le mozioni rimaste all’ordine del giorno saranno discusse durante il prossimo consiglio in seconda convocazione, ciò significa che basterà la presenza di sei soli consiglieri per procedere alla discussione all’interno della massima assise cittadina». Intanto però i consiglieri d’opposizione Vitali e Frascarelli intervengono proprio sulla prima mozione all’ordine del giorno. I rapporti tra Port Utility e il Comune «priva di fondamento» per Frascarelli: «Non si tiene conto che i soldi guadagnati da questo contratto servono per mantenere la rete idrica, né si parla dei lavoratori impiegati in questo servizio». Ma non solo. Per il consigliere d’opposizione «se si devono rivedere i rapporti con questa grande utenza, allora vanno rivisti anche i rapporti con altre imprese locali che hanno rapporti con il comune». Pensiero condiviso anche da Dimitri Vitali: «Va bene rivedere i rapporti tra il Comune e la Port Utility, ma questo va fatto per tutte le grandi utenze a partire da Tvn e Tvs. Se così non fosse si potrebbe parlare di un’azione discriminatoria». E proprio sui rapporti tra Port Utility e il Comune era già intervenuta tempo fa l’amministrazione comunale, rivedendo il contratto di fornitura dell’acqua, a cominciare proprio dal costo. Un provvedimento, però, quello dell’amministrazione comunale contestato dalla grande utenza che lo ha impugnato davanti al Tar del Lazio.

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