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Coppie di fatto: si decide secondo coscienza

CIVITAVECCHIA – A breve Civitavecchia avrà il suo registro per le coppie di fatto. Questo quanto deciso dal consiglio comunale di ieri. E così, chiunque abbia compiuto i 18 anni e convive da almeno un anno (anche con un altro individuo del suo stesso sesso) potrà chiedere di inserire il suo status all’interno del registro, ottenendo in cambio un certificato che attesta l’avvenuta registrazione. Tutto per compiere un «passo in più verso la civiltà» come sostenuto da uno dei promotori della mozione, il consigliere Fabrizio Lungarini.  «Un atto dovuto» per il consigliere d’opposizione Daniele Perello. «Qui non si tratta di un tema caro a una determinata componente politica, di maggioranza o opposizione che sia, ma di un tema che fa fede alla coscienza». E anche se la mozione e il registro delle coppie di fatto non poggerà su alcuna normativa nazionale per Perello non importa: «Abbiamo dato un segnale forte alla politica e ai Comuni del comprensorio. Alla città tutta». E se invece per il consigliere De Paolis l’atto non andava votato «perché va a stravolgere completamente il significato tradizionale di famiglia», per il consigliere di maggioranza Mauro Guerrini, forse sarebbe stato il caso di approfondire l’argomento in un’altra sede. Magari aprendo un dibattito «a cui far intervenire intellettuali, movimento culturali, rappresentanti delle diverse religioni». Perché parlando di coppie di fatto vanno a stravolgersi diversi aspetti della vita sociale: il senso etico, civile, morale, culturale, religioso, giuridico, economico. «Si stravolge il senso della famiglia come inteso e che fino a ieri – ha aggiunto Guerrini – rappresentava l’unità cellulare su cui si fonda la nostra cultura. Aprendo il dibattito anche agli altri, avremmo permesso alla città di esprimersi verso l’apertura o la chiusura». Insomma per Guerrini occorre fornire alla città «degli spunti su cui dibattere. Non possiamo fermarci solo alle perdite idriche, o alle mazzette. In questo modo avremmo dato la possibilità di affrontare un tema di alta politica, sottolineando al contempo l’inefficienza della classe politica nazionale che sull’argomento non ha ancora trovato l’ago della bilancia».   Ma il Consiglio comunale ha perso l’occasione, affrettandosi ad alzare la mano e votare producendo un atto che, comunque, non avrà alcun effetto.

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