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Aldo Gatti: «Porto, basta con il monopolio dei Ds»

«Basta con il monopolio Ds». Così il consigliere della Margherita, a 48 ore dal movimentato cosiglio sul porto ribadisce punto per punto quanto detto nel corso del suo intervento, l'altra notte. Un intervento che parte dalla constatazione di quanto avvenuto a livello nazionale in materia di assegnazione delle presidenze delle Autorità  Portuali. «Ai Ds – spiega ancora Aldo Gatti – sono già  andati Bari, Trieste, Livorno e forse andrà  anche Taranto. C'è rimasta solo Civitavecchia in attesa di nomina ed è giusto che sia la Margherita a farsi avanti». Ma Gatti si spinge oltre ricordando anche come tra le lamentele più comuni ci sia quella del mancato raccordo tra i vertici di Molo Vespucci e la città . «Eppure la strada ci viene indicata in modo assai chiaro persino da un decreto legge del Ministero dei Trasporti, allora guidato da Lunardi. In quel testo si prende atto delle difficoltà  che possono incontrare le città  portuali a convivere con i propri scali e si suggerisce la costituzione di una cabina di regia tra le amministrazioni comunali e le autorità  portuali, le quali hanno peraltro la possibilità  di accedere a dei fondi speciali. Dunque se il rapporto con Molo Vespucci non c'è, si può sempre creare». Il consigliere del partito di Rutelli difende poi la scelta di concedere una banchina per la realizzazione del megaterminal crociere, contestata soprattutto dai Ds. «Quella è una concessione, approvata dal Comitato portuale, che dà  sì un pezzo di porto alle compagnie, ma che garantisce allo stesso tempo che quelle compagnie resteranno in città  per tutto questo tempo portando milioni di turisti. Non capisco poi – aggiunge – come mai queste critiche arrivino proprio dalla parte politica che negli anni '˜90 si era pronta a privatizzare in toto di tutti gli scali d'Italia». Una critica, pur velata tocca poi anche al sindaco Saladini. «Lui – afferma ancora Gatti – ha detto che noi siamo abbandonati e vilipesi in materia di porto, ma forse non ricorda che anche la scelta dei vertici dell'Autorità  Portuale è da sempre frutto di un'ampia concertazione e di un sostanziale accordo tra tutti gli enti chiamati a fare la nomina, come accadde ad esempio per l'elezione di Nerli. La verità  è semmai che noi non siamo riusciti a fare un solo nome e questo è un argomento su cui dovremmo riflettere».

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