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E al primo voto il Sindaco disse: «Tutti a casa»

di MASSIMILIANO GRASSO


IN molti si erano chiesti, leggendo subito dopo il voto i nomi dei consiglieri di maggioranza, quando e su quale argomento sarebbero iniziati i primi problemi di tenuta e nei rapporti con il Sindaco. Nessuno avrebbe però pensato che Gino Saladini sarebbe stato costretto a ricorrere alla minaccia di dimissioni già  alla prima votazione, quella sul'elezione del Presidente del Consiglio Comunale.

INVECE, con due consiglieri assenti (Marsili e Reginella, sopraggiunto dopo le due votazioni) e altrettanti franchi tiratori, il primo cittadino si è subito giocato quella che dovrebbe essere l'ultima carta a disposizione, dicendo ai suoi: O passa Cerasa, o ce ne torniamo subito tutti a casa. Effetto: uno dei due cecchini ha, per il momento (ma probabilmente lo avrebbe fatto comunque, dopo aver inviato un messaggio forte e chiaro) riposto l'arma che avrebbe impallinato sindaco e maggioranza.

Saladini in conclave ha voluto sottolinerare come, di fatto, l'amministrazione parta da oggi, gettandosi alle spalle le settimane di polemiche e mal di pancia che sono state necessarie per arrivare alla nomina di Cerasa.

L'impressione è che però, già  sul prossimo provvedimento in calendario, quello relativo ai criteri di nomina dei rappresentanti del Comune in senso a consorzi e società , gli scontenti torneranno a farsi sentire.

De Sio cominciò ad agitare lo spauracchio delle dimissioni dopo poco più di un anno. E sappiamo come è finita, proprio per questioni di cda ed incarichi.

Il fatto che Saladini già  alla prima votazione sia arrivato a minacciare: Mi dimetto, la dice lunga sulla stabilità  che dimostra di avere nei suoi primi passi questa compagine di governo della città . E forse non poteva essere altrimenti, con quasi la metà  dei consiglieri eletti provenienti dal centrodestra e quindi, sicuramente, con una omogeneità  di vedute e di idee tutta da costruire. Se Atene piange, Sparta non ride: le dimissioni di Giampaolo Scacchi, che aveva almeno tentato di riannodare un dialogo con il resto della Cdl, hanno riconsegnato Forza Italia alla guida di Alessio De Sio, che quel dialogo aveva interrotto. E' la politica del gambero. Finchè rimane confinata ai partiti, poco male, problemi loro. Il guaio è quando anche la città  ne subisce le conseguenze, arretrando culturalmente, prima ancora che economicamente. E un Sindaco costretto da subito a governare a colpi di fiducia avrà  grandi difficoltà  a girare la testa del gambero.

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