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Essere opposizione non esclude il dialogo

di MARCO GALICE*

Mi spiace, e lo dico senza alcuna vena polemica, che il messaggio di apertura e dialogo lanciato dai compagni Insolera, Stella e Tartaglia non sia stato colto a pieno dalla segretaria dei Ds Annalisa Tomassini. Legittimo, nel rispetto del suo ruolo, rivendicare le ragioni delle scelte operate dal partito, poco comprensibile e sicuramente improduttivo accompagnarle da accuse e riferimenti personali all'indirizzo del coordinatore dell'area Mussi, esacerbando nuovamente un clima di confronto alquanto carico di tensioni. Nessuno di quanti come me si sono candidati nella lista dell'Unione Democratica, per entrare brevemente nel merito della questione, si attendeva di sfuggire alle proprie responsabilità  e di non incorrere nelle sanzioni previste dallo Statuto del partito; personalmente, dopo aver ricoperto la carica di Segretario dei Ds per quasi tre anni, sarebbe stato imbarazzante solamente pensarlo. Di conseguenza attendiamo e accettiamo i provvedimenti che ci riguardano con estrema serenità . Tuttavia non si può condividere il richiamo alle regole dello Statuto per una sola parte del partito laddove irregolarità  e mancanze sono state commesse prima, durante e dopo le elezioni amministrative anche dalla dirigenza del partito stesso. Se lo Statuto va applicato, come giustamente deve essere, questo deve valere per tutti e a 360 gradi.

La lacerazione consumatasi all'interno dei Ds, è un dato oggettivo, ha provocato evidenti conseguenze e instabilità  anche all'interno dell'Unione e dell'intero tessuto politico cittadino; a prescindere dalle responsabilità  da condividere, sarebbe un grave errore negarlo. Oggi ci troviamo pertanto davanti a due scelte: acuire ulteriormente le divisioni, consolidando i contrasti e scavando un solco ancora più profondo nel partito e nella politica della città , oppure cercare la strada del dialogo, del confronto e della ricomposizione. Le difficoltà  che sta incontrando la nuova Amministrazione comunale in questi primi mesi di governo, anche per lo strappo consumatosi nei Ds e per la conseguente accoglienza di esponenti politici assolutamente rispettabili ma storicamente estranei alla cultura del centrosinistra, suggerirebbero a mio avviso questa seconda strada. Il che non significa, e ritengo necessario essere chiari, sostenere inciuci e produrre allargamenti dell'attuale maggioranza, come qualche dirigente di Palazzo del Pincio si diletta insistentemente a riferire; il responso degli elettori in tal senso è stato chiaro: alla coalizione del Sindaco Saladini è stato conferito il compito di governare, a noi dell'Unione Democratica quello di esercitare il ruolo di opposizione; e per rispetto della volontà  degli elettori è questo dovrà  accadere nei prossimi cinque anni. Ma ciò non significa che scelte strategiche per lo sviluppo e il bene della città  non possano essere condivise e unitariamente sostenute. Il futuro di Civitavecchia passa a mio avviso per questa strada; chi ritiene di doverla intraprendere, ed io mi sento tra questi, deve dare il suo contributo ricominciando per prima cosa a dialogare, nel pieno rispetto dell'altro e senza vendette da consumare.

*Consigliere comunale Unione Democratica

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