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GdF: Tutta cocaina di ottima qualità 

Le Fiamme Gialle rivelano i particolari dell'operazione che ha portato al sequestro degli 11 kg di polvere bianca. Sul mercato avrebbe fruttato oltre 2 milioni di euro

Le Fiamme Gialle rivelano i particolari dell'operazione che ha portato al sequestro degli 11 kg di polvere bianca. Sul mercato avrebbe fruttato oltre 2 milioni di euro

Tutta cocaina di ottima qualità  quella sequestrata nei giorni scorsi in porto. 11 kg di polvere bianca'' che, secondo gli investigatori, sarebbe dovuta giungere sul mercato capitolino: il guadagno sarebbe stato di oltre 2.000.000 di euro. Mentre è prevista per domani mattina l'udienza di convalida per la trentenne colombiana Ana Monica Parra Quintero, arrestata dagli uomini della Guardia di Finanza mentre stava sbarcando dalla nave proveniente da Barcellona, dalle Fiamme Gialle sono giunti ulteriori dettagli in merito all'operazione. La cocaina era suddivisa in panetti, ciascuno avvolto da numerosi strati di cellophane cosparso all'interno con senape, caffà© e bagnoschiuma: un mix utilizzato per confondere, in maniera del tutto vana, l'olfatto dei cani antidroga. Ma interessante sono stati i marchi trovati sui panetti. Uno, in particolar modo, rappresentava un paio di forbici: questa tecnica serve ai trafficanti per individuare il panetto costituito da cocaina di ottima qualità  e quindi destinato al cosiddetto taglio per aumentarne la quantità  e di conseguenza gli illeciti ricavi. L'ingente quantitativo di cocaina sequestrato era ben nascosto all'interno di due vani ricavati dietro i pannelli dei sedili posteriori della Citroen Saxo guidata dalla giovane. La ragazza, che ora deve rispondere dell'accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, era tenuta da tempo sotto controllo da parte della Guardia di Finanza. Nei mesi scorsi, infatti, la colombiana aveva compiuto vari viaggi sulla tratta Barcellona-Civitavecchia, peraltro sempre a bordo di utilitarie diverse che però sparivano nel nulla senza lasciare traccia. Per di più la giovane sudamericana, oltre a non avere fissa dimora in Italia, non svolgeva alcuna attività  lavorativa nel nostro paese; ed i brevi viaggi, anche solo di tre giorni, non potevano essere giustificati come visite turistiche.

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