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Icpl nel mirino della Corte dei Conti

Durissima relazione della magistratura contabile sulla vicenda interporto. Ora sono in gioco i 160 posti dei corsisti e la partecipazione del Pincio, già  ridotta all'osso. Avanzate forti perplessità  sui rischi assunti dalla parte pubblica nella gestione

Durissima relazione della magistratura contabile sulla vicenda interporto. Ora sono in gioco i 160 posti dei corsisti e la partecipazione del Pincio, già  ridotta all'osso. Avanzate forti perplessità  sui rischi assunti dalla parte pubblica nella gestione

di MARCO SETACCIOLI

Quale futuro per l'Interporto? Quali vantaggi per la città ? Quali prospettive soprattutto per i 160 corsisti, che ora attendono risposte concrete?

Sono questi solo alcuni degli spinosi interrogativi ai quali ben presto sarà  chiamata a rispondere la nuova amministrazione, che dovrà  anche prendere decisioni importanti in merito al prossimo futuro della Icpl, la società  che gestisce l'intera piastra logistica. In ballo c'è ben più che la presidenza, lasciata libera dal dimissionario Scacchi, ma anche questioni più urgenti, come la stessa partecipazione al capitale della Spa.

Di certo al Pincio c'è piena consapevolezza dell'urgenza della questione, visto che lo stesso Sindaco, al suo ingresso ha trovato sul tavolo una dettagliata e durissima relazione della Corte dei Conti di 76 pagine, con la quale l’organo preposto alla verifica dei conti dello Stato passa al vaglio (rilevando non poche irregolarità ) tutta la storia dell'Interporto, dalla sua nascita, fino all'ultimo aumento del capitale sociale, che ha di fatto ridotto al lumicino il ruolo della parte pubblica''. Ma le vicende relative all'assetto societario, non sono che l'epilogo, per certi versi scontato, di una vicenda singolare, che nasce con la Giunta Tidei.

Occorre risalire infatti al 1996 per ritrovare l'approvazione di un piano per la realizzazione di un'area di sosta e parcheggio e dello svincolo di accesso alla Zona industriale. Nel 2000 la stessa Giunta delibera la variazione della struttura da area di sosta a Centro Logistico ed Intermodale. Già  in questo punto la relazione sottolinea con ben sei diversi rilievi come il progetto sia eccessivamente vago e come lo stesso piano economico e finanziario risulti carente. è qui che fa la sua prima comparsa la società  Icpl, che il 30 giugno 2000 (appena due giorni dopo la sua nascita) nelle vesti di promotore finanziario, sottopone al Comune un project financing per la realizzazione della Piastra Logistica. Il progetto viene valutato positivamente dal Comune che tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre dello stesso anno indice una procedura per l'affidamento in concessione dell'opera. Una scelta duramente contestata dalla Corte dei Conti che sottolinea come tra le pecche della proposta ci fosse l'assenza di un piano economico finanziario (dettaglio, secondo i magistrati contabili non adeguatamente valutato dal Pincio) oltre ad una inadeguatezza astratta, putroppo confermata poi dallo stillicidio di modifiche ed integrazioni subite dal progetto''. Proprio queste integrazioni costituiscono il corpo della relazione, che si snoda attraverso gli anni ed i vari passaggi istituzionali, fino alle ultime determine, firmate anche dal commissario Di Caprio. In sostanza, per la Corte dei Conti, i numerosi aspetti discutibili riscontrati, avrebbero penalizzato soprattutto la parte pubblica. A partire dallo stesso ingresso del Comune e dell'agenzia regionale Sviluppo Lazio nel capitale sociale della Icpl, cosa che in assenza di un piano economico-finanziario certo, si sarebbe tramutato in una assunzione di rischio da parte di un ente pubblico, inammissibile per la Corte e palesemente in contrasto con quanto la legge dispone in materia di project financing. Il risultato è che i numerosi ritocchi'' al progetto (che la Corte fa intendere di non ritenere casuali) hanno arrecato un danno economico alla Spa, costretta dapprima, a maggio dello scorso anno, ad intaccare il proprio capitale sociale e subito dopo (nello stesso giorno) a procedere ad un nuovo corposo aumento di capitale al quale il Comune rispose solo in parte, vedendo così scendere vistosamente la propria partecipazione fino ad una soglia, al di sotto del 20% appena sufficiente per mantenere il diritto alla nomina del presidente, che di fatto, però, è rimasto senza poteri significativi. Una relazione durissima, quella della Corte dei Conti, di cui, nella seduta del 20 giugno scorso, il sindaco Gino Saladini, non ha potuto che prendere atto in attesa di decidere sul futuro del Pincio nell'Icpl.

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