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Il Pincio medita, corsisti sul piede di guerra

INCHIESTA. Il Comune ricorrerà  ad una commissione con la Regione per valutare se cedere le quote dell'Icpl. Con l'uscita dall'interporto arriverebbero soldi freschi per l'ente, ma fra tre anni le azioni varrebbero molto di più. Convocata per giovedì un'assemblea straordinaria. Il socio privato pronto a trasferire la sede legale a Roma

INCHIESTA. Il Comune ricorrerà  ad una commissione con la Regione per valutare se cedere le quote dell'Icpl. Con l'uscita dall'interporto arriverebbero soldi freschi per l'ente, ma fra tre anni le azioni varrebbero molto di più. Convocata per giovedì un'assemblea straordinaria. Il socio privato pronto a trasferire la sede legale a Roma

di GIANLUCA PETRUCCI



Il Comune sarebbe pronto a cedere le proprie quote in seno all'Icpl. E' quanto trapela da palazzo del Pincio dove, all'indomani della pubblicazione su La Provincia di gran parte della relazione della Corte dei Conti, le forze politiche di maggioranza si interrogano sull'opportunità , per l'ente locale, di continuare a far parte della compagine societaria dell'interporto. La decisione, però, sembrerebbe non essere unanime. Da un lato, infatti, l'assessore al Bilancio Pino Cascianelli sarebbe fra i rappresentanti della linea favorevole all'uscita dalla società , anche perchà© il ricavato della partecipazione risolverebbe non pochi problemi di bilancio, alla vigilia di una varazione da quasi 9 milioni di euro. D'altra parte c'è chi sostiene, soprattutto nella Lista Saladini, che fra due o tre anni, quando l'interporto sarà  a regime, quelle quote varrebbero molto di più rispetto ad ora, con la società  che è soltanto indebitata e non può ancora contare su alcun tipo di ricavo.

Dopo l'aumento di capitale dello scorso anno, il Comune detiene quote dal valore nominale di 2.944.374,84 euro, pari al 14,43% del capitale sociale. Il resto della parte pubblica è di Sviluppo Lazio, che ha mantenuto il pacchetto di azioni pari a 1.951.624,65 euro (9,57%). Insieme, Pincio e Pisana, grazie alla ulteriore sottoscrizione da parte del Comune di 911.432 euro, contano su quel famoso 24% di capitale che aveva consentito il mantenimento delle prerogative per la parte<IMG style=WIDTH: 320px

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