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«E ora che fine faranno i 160 corsisti?»

Interporto. Al, Unione Democratica, Prc e CI: «Lo sviluppo dell’area andrà a beneficio dei privati»

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di MASSIMILIANO MAGRI’

«Lo scorso 23 giugno l’ex presidente Scacchi e l’amministratore delegato Bitonte, durante l’inaugurazione dell’area logistica, esaltavano il ruolo che Civitavecchia avrebbe avuto di lì a qualche mese in termini “di prestigio, di sviluppo e di occupazione, divenendo il principale snodo logistico del centro Italia, i 160 corsisti troveranno presto lavoro”. Ma come possiamo pensare che ci possa essere occupazione per questi 160 ragazzi?» A chiederselo, in una nota, sono Ambiente e Lavoro, Comunisti italiani, Rifondazione Comunista e Unione Democratica, a proposito del destino dell’interporto.
«In questi giorni – proseguono i partiti della sinistra – è stato sbloccato il progetto della Bretella di collegamento tra Autostrada-Interporto-Porto, opera sicuramente molto importante per permettere al traffico portuale di defluire dalla città ma significativa anche per lo sviluppo di questo nuovo insediamento che ad oggi, per come è composta la società, andrà a beneficio unicamente del privato senza che l’amministrazione comunale abbia almeno richiesto garanzie occupazionali (tra cui i 160 corsisti).Oggi con un misero 24% di partecipazione comunale e regionale è ancora necessario dare tanto sviluppo al privato visto che c’è una relazione della Corte dei Conti secondo cui è stato seguito un iter di dubbia natura che ha penalizzato fortemente la parte pubblica?». La sinistra poi si dice preoccupata per la paventata volontà, da parte del Pincio, di vendere ai privati la parte pubblica.


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