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L'opposizione: «Ha vinto la democrazia, il 26 Cerasa si dimetta»<BR><BR>

Lasciata l'aula Pucci dopo otto giorni di occupazione: «Ma non abbassiamo la guardia». La convocazione della seduta sul porto è arrivata per evitare l'atto di diffida. Al termine dell'assemblea se ne deve andare». Stigmatizzata la condotta del Sindaco e del Segretario

Lasciata l'aula Pucci dopo otto giorni di occupazione: «Ma non abbassiamo la guardia». La convocazione della seduta sul porto è arrivata per evitare l'atto di diffida. Al termine dell'assemblea se ne deve andare». Stigmatizzata la condotta del Sindaco e del Segretario

«Abbiamo vinto, anzi ha vinto la democrazia». Stanchi e soddisfatti, per niente intenzionati ad abbassare la guardia, i consiglieri di opposizione questa mattina hanno abbandonato il presidio dell'aula Pucci ad otto giorni dal suo inizio, visto che, dopo l'ennesimo contrordine, è deciso che il consiglio comunale sul porto si farà  il 26 settembre alle 18. «Si tratta in verità  di una sospensione « ha specificato il capogruppo dell'Udc Gino Vinaccia nel corso della conferenza stampa della minoranza« in verità  ora manca l'ultimo tassello, ovvero le dimissioni di Cerasa che, se intende mettere al riparo le istituzioni da questa grave situazione di mancato rispetto delle regole, egli dovrà  rassegnare al termine del Consiglio del 26. Altrimenti valuteremo la forma più opportuna per proseguire nella nostra lotta politica». Insomma l'opposizione, da Rifondazione ad Alleanza Nazionale, non si ferma. Intanto non parteciperà  alla conferenza dei capigruppo indetta per domani, dopo che Cerasa ha nuovamente convocato il Consiglio autonomamente. E poi non sarà  presente neanche alle riunioni delle Commissioni.

«Dubito che questa storia sia finita « rimarca Gino De Paolis (Prc)« grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto. E' una bella vittoria».

«Inutile che si tenti di nascondersi dietro un dito « riprende Vinaccia « bisogna dire con onestà  che l'intervento del Prefetto è stato decisivo. E' del tutto evidente che l'atto di diffida per Cerasa era già  pronto e che lui, onde evitare di subirlo, ha preferito rimangiarsi la data del 5 ottobre. Il presidente del Consiglio si è prestato ad un gioco sporco, calpestando la legalità  e mettendo in ridicolo la massima assise cittadina».

«E' incredibile « ha aggiunto Marco Piendibene di Unione Democratica – come si sia tentato di mischiare le carte adducendo a motivo del dietrofront la scusa che l'opposizione non riteneva fondamentale la presenza del Ministro. Ed è da analizzare anche il comportamento del segretario generale che ha dichiarato legittimo il rinvio, per poi essere smentito dal Prefetto». Poi un invito e un monito al sindaco «che doveva avere più coraggio» e alla maggioranza: «Continui a governare, ma prenda posizione su un presidente che non la rappresenta più».

«Abbiamo posizioni diverse, anche opposte – ha detto Gabriella Sarracco, Forza Italia – ma la nostra è una battaglia che va al di là  dei colori, una battaglia di democrazia». Una metafora per Enrico Zappacosta (An) che ha paragonato Cerasa ad un fiocco di neve «all'inizio leggero, passato con 16 voti» e poi che via via si è trasformato in una «valanga che ha travolto lui stesso e la maggioranza». E infine Gianni De Paolis (Il risveglio) che ha sottolineato come la convocazione del consiglio aperto, peraltro indetto per le 18, orario che impedisce la discussione, non sia stata inviata alle forze politiche e sociali invitate in quello dell'11 settembre. Circostanza peraltro confermata anche dal consigliere regionale del Prc, Enrico Luciani.


B. Bor.

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