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Manca il personale, infermieri senza ferie

Situazione paradossale per i paramedici del San Paolo: revocate le vacanze per tutti. Turni massacranti nei reparti mentre gli operatori assegnati all'Spdc sono rimasti un anno privi di pazienti. Emesso un bando di assunzione, ma i nuovi arriveranno dopo l'estate

Situazione paradossale per i paramedici del San Paolo: revocate le vacanze per tutti. Turni massacranti nei reparti mentre gli operatori assegnati all'Spdc sono rimasti un anno privi di pazienti. Emesso un bando di assunzione, ma i nuovi arriveranno dopo l'estate

di MARCO SETACCIOLI

L'azienda si limita a stringate comunicazioni scritte ed i sindacati sembrano dormire sonni beati, eppure la situazione degli infermieri dell'ospedale San Paolo è ormai di piena emergenza.

Il nosocomio soffre infatti di una cronica carenza di personale che penalizza proprio la categoria degli infermieri (che devono sopportare una mole di lavoro esagerata per supplire ai buchi presenti nell'organico) e quindi di conseguenza i pazienti. Le questioni aperte sono tante, ma ciò che rischia di far esplodere le proteste degli operatori sanitari è la revoca delle ferie, decisa dalla direzione sanitaria dell'ospedale. Nessuna comunicazione ufficiale, solo un calendario per le prossime settimane, nel quale si dà  per scontato che tutte le caselle vengano riempite dal personale in servizio (fatta eccezione per quello dei reparti autogestiti''). Accanto una noticina nella quale si spiega che i periodi di riposo sono congelati, fino a nuova disposizione.

Una vera e propria tegola, solo l'ultima, piovuta sulla testa del personale paramedico, che rischia di incrinare il rapporto con l'azienda, già  complicato da una serie di anomalie. Nella lista ci sono infatti anche gli ordini di servizio ormai quotidiani, che impongono al personale turni aggiuntivi (con un conseguente peggioramento del servizio ai pazienti), che però non si tramutano mai, come invece previsto dal contratto in giorni di recupero o in straordinari in busta paga.

Altra difficoltà  nella programmazione dell'attività  dei reparti è poi la gestione degli infermieri part time, la cui collocazione il più delle volte viene decisa al momento dell'inizio del turno (che inizia almeno un'ora dopo la fine di quello dei colleghi full time, i quali sono quindi costretti ad allungare il proprio orario), il che fa sì che da un lato ciascun reparto non abbia mai certezze sul numero di paramedici in servizio e dall'altro gli stessi infermieri non abbiano possibilità  di specializzarsi. Una situazione paradossale, alla quale poi si aggiunge anche la beffa dell'Spdc, reparto chiuso ormai da più di un anno, il cui personale però non è mai stato reimpiegato, fatta salva qualche consulenza presso il Pronto Soccorso.

A poco serve, in questo quadro desolante il bando per 26 nuovi infermieri, visto che, stando ai tempi della burocrazia, entreranno probabilmente in organico alla fine dell'estate. Con buona pace del personale, che dovrà  dire addio alle proprie ferie estive, e dei pazienti, ai quali di certo non si rende un buon servizio.

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