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Pendolari, ecco la realtà 

Al di là  dei comunicati stampa che si leggono sul trasporto, a firma di realtà  politiche, associative e civiche, e che ci auguriamo si trasformino anche in azioni, cosa che finora non è stato, ecco lo stato dei fatti: Treno 3259 delle 08:00 a Ladispoli, proveniente da Grosseto per Roma Termini è giunto con i soliti 10 minuti di ritardo, ma non è certamente questa la notizia. La notizia è che è ripartito alle 09:30 circa dopo un’ora e mezza. Il problema è stato il mancato funzionamento delle porte che ha impedito ai pendolari di salire e scendere a Ladispoli del nuovo treno Vivalto, non nuovo a questo tipo di problema. Dopo oltre venti minuti di assoluta disinformazione da parte del personale di Trenitalia sia quello presente sul treno che dagli altoparlanti, ecco giungere l’altro treno il 12231 proveniente da Civitavecchia, che si è visto preso d’assalto dalle migliaia di pendolari che dalle 07:45 attendevano un treno per raggiungere Roma. Qui si sono viste scene di panico per raggiungere l’ambito accesso ad un treno. l’unico dopo un ora di attesa, per raggiungere il proprio posto di lavoro o la scuola. Gli stessi pendolari intrappolati sul primo treno , cercavano senza successo di scendere per prendere l’altro. E se il motivo di scendere dal treno fosse stato il fuoco? Comunque il compito dei pendolari sulla banchina è stato reso ulteriormente difficoltoso dal già  sovraffollamento del treno, appena giunto. Sono dovuti intervenire le forze dell’ordine, a cui vanno i ringraziamenti del nostro comitato, che hanno impedito di trasformare l’ormai abituale esperienza di disagi dei pendolari, in una vera tragedia, mediando con i viaggiatori e il personale di Trenitalia. Risultato: primo treno utile per Roma è partito da Ladispoli alle 09:15 esattamente un ora e trentacinque minuti dopo il precedente (07:40). E’ chiaro che questo modo di viaggiare è inaccettabile ed episodi simili di questa entità , ormai se ne vivono almeno con una media di uno al mese. Quotidianamente si vivono disservizi e ritardi che purtroppo non fanno più notizia. Dobbiamo attendere il caso particolare, come avvenuto a Ladispoli, perchà© la stampa faccia sentire la nostra voce e attirare l’attenzione dei politici e dirigenti aziendali nazionali di Trenitalia, perchà© si mobilitino ad evitare il ripetersi di questi episodi. Noi oggi risollecitiamo i competenti organi, perchà© si intervenga in modo reale e fattivo, affinchà© l’azione che si perseguirà , dia un servizio accettabile ed efficiente. Se per ridurre od eliminare questo tipo di disservizio, si dovesse tornare indietro su scelte già  compiute, come ad esempio il ripristino di un presidio presso la stazione di Ladispoli (che oggi dipende da Pisa !!!) che riduca o addirittura elimini i tempi di intervento del personale Fs e quindi garantisca il servizio, ebbene che questo avvenga.

Se bisogna intervenire anche sul personale viaggiante, perchà© sia veramente al servizio del cliente, fornendo assistenza ed informazioni, cosa che negli ultimi tempi non avviene più e soprattutto nell’episodio di Ladispoli è stata la concausa del disservizio, allora si intervenga.

Ci dispiace in questa circostanza, ricordare che noi lo avevamo fatto presente a Trenitalia in occasione del Convegno del novembre 2004 di quale disservizio si sarebbe causato, eliminando il presidio alla stazione di Ladispoli.

Come Comitato, togliendo tempo e risorse alle nostre attività  lavorative, studentesche ed agli affetti dei propri cari, offriamo gratuitamente agli organi competenti le esperienze fatte in trenta anni di viaggi sulla tratta, segnalando disservizi, situazioni critiche e proponendo indicazioni e suggerimenti per migliorare le condizioni di viaggio. Vorremo che tutto questo sia dalle autorità  competenti acquisito come un opportunità  in più offerta a loro, un valore aggiunto e non come un azione strumentale per demonizzare e criticare il lavoro altrui.

Basta con le belle parole e con programmi che prevedano interventi solo a medio e lungo termine del quale oltretutto non si conosce l’inizio, figuriamoci la fine, servono azioni certe e decise; oggi e non domani.

COMITATO PENDOLARI LITORANEA ROMA NORD

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