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Rumeno folgorato, indagato il titolare della ditta

Si tratta di G. R., artigiano edile civitavecchiese. Presso la sua impresa altri due irregolari. Identificato anche l'operaio in fin di vita: si chiama Stefano Dumea ed ha 49 anni. I carabinieri consegnano la relazione al pm

Si tratta di G. R., artigiano edile civitavecchiese. Presso la sua impresa altri due irregolari. Identificato anche l'operaio in fin di vita: si chiama Stefano Dumea ed ha 49 anni. I carabinieri consegnano la relazione al pm

di MARCO SETACCIOLI

C'è già  un indagato per l'incidente sul lavoro capitato mercoledì scorso ad un operaio rumeno, rimasto folgorato da un trapano elettrico, mentre era impegnato nella ristrutturazione di un appartamento in via Meli 13.

Le condizioni dell'uomo restano per il momento gravi ed i medici esprimono preoccupazioni soprattutto per i danni cerebrali che l'extracomunitario potrebbe aver riportato in seguito al lungo arresto cardiocircolatorio subito in seguito alla folgorazione. Nel frattempo però continuano le indagini che hanno portato in prima battuta all'identificazione del malcapitato, il cui nome completo è Stefan Dumea. Ha 49 anni, è di nazionalità  rumena, vive in città  insieme al fratello e alla moglie ed è privo del permesso di soggiorno.VIA

Proprio alla sua presenza in città  da irregolare sarebbe legato il capo di accusa contestato a quello che per ora è l'unico indagato della vicenda, G. R., artigiano edile civitavecchiese, titolare della ditta individuale alla quale erano stati affidati i lavori di ristrutturazione dell'appartamento. Al lavoro presso la stessa ditta, secondo quanto hanno potuto accertare i carabinieri, ci sono, oltre a Dumea, almeno altri due extracomunitari, entrambi irregolari.

Proprio ieri i carabinieri hanno presentato al magistrato titolare dell'inchiesta, il pm Edmondo De Gregorio, l'intero fascicolo frutto delle indagini svolte sulla vicenda. I carabinieri in particolare si sono occupati di risalire all'identità  dell'uomo e verificare la sua posizione di immigrato irregolare. Allegata alla relazione dei militari anche quella redatta dagli ispettori del servizio Spresal della Asl, che, come anticipato ieri, in seguito al sopralluogo nell'appartamento nel quale si è verificato l'incidente, hanno rilevato la presenza di un impianto elettrico di cantiere non a norma ed un uso improprio delle attrezzature di cantiere.

Le carte consegnate in Procura potrebbero dunque ulteriormente aggravare la posizione dell'indagato sul quale, qualora il magistrato dovesse ritenere rilevanti gli appunti fatti dagli ispettori Spresal, potrebbe anche pendere un ulteriore capo di imputazione.

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