Pubblicato il

Saladini apre la verifica, poi ci ripensa

Il Sindaco prende l’iniziativa dopo una lettera molto critica dei Ds. Di fronte all’ipotesi di una "crisi al buio" la Quercia ammorbidisce i toni ed anche per il primo cittadino: «Quella di lunedì sarà una semplice riunione di maggioranza». Sotto accusa il metodo di lavoro dei consiglieri

Il Sindaco prende l’iniziativa dopo una lettera molto critica dei Ds. Di fronte all’ipotesi di una "crisi al buio" la Quercia ammorbidisce i toni ed anche per il primo cittadino: «Quella di lunedì sarà una semplice riunione di maggioranza». Sotto accusa il metodo di lavoro dei consiglieri

di MASSIMILIANO MAGRI’

Verifica, chiarimento, semplice riunione di maggioranza. Chiamatelo come volete, ma il vertice convocato per lunedì alle 15 è riassumibile in un solo modo: a 100 giorni dal suo insediamento il sindaco Saladini si ritrova in quella che ha tutti i connotati di una vera e propria crisi di maggioranza.
Quella di ieri è stata una giornata convulsa, piena, direbbero gli americani, di stop and go.
La prima mossa l’hanno fatta i Ds, con una lettera molto risentita consegnata al primo cittadino: tu sei il capo di una squadra che oggi non funziona, vedi di prendere i provvedimenti necessari. Questo, brutalmente, il senso della missiva, frutto del rospo che la Quercia aveva dovuto ingoiare a fatica la sera prima, in Consiglio Comunale, con la mozione sulla richiesta di commissariamento dell’Ater.
La reazione di Saladini ha spiazzato i Ds: il sindaco ha preso l’iniziativa, aprendo di fatto crisi e verifica. La sua segreteria ha convocato i consiglieri di maggioranza, specificando che lunedì pomeriggio si sarebbe tenuta una riunione con la valenza di verifica dei rapporti nella coalizione. Insomma, traducendo dal politichese, tutti attorno ad un tavolo con una lettera di dimissioni, per i titolari di incarichi, pronta per il Sindaco, dietro eventuale richiesta.
Cosa sia successo dopo sarà la cronaca amministrativa e politica dei prossimi giorni a spiegarlo: la chiave di lettura, infatti, può essere duplice. O Saladini ha innestato la retromarcia su pressione dei Ds, o è stata la Quercia a voler frenare l’evoluzione di una situazione che rischiava di sfuggire di mano e di risultare dagli esiti incontrollabili. Fatto sta, che il comunicato del Pincio, confezionato dalla responsabile della Comunicazione, Marietta Tidei, parla, con toni decisamente soft, di «una riunione chiesta dai Ds».
«Ho aderito con favore alla richiesta dei Ds – è la dichiarazione di Saladini – convinto che ci siano diversi elementi da registrare nel metodo di lavoro con il quale i consiglieri di maggioranza affrontano l’impegno nel Consiglio comunale. Sono certo che questa sia un’esigenza diffusamente avvertita all’interno di tutti i partiti mentre sono convinto che in Giunta si stiano trovando il giusto ritmo e le giuste intese nell’affrontare i problemi e vedo lì alcuni automatismi iniziare a funzionare».
Insomma, solo questione di metodo?
A giudicare da quanto sta accadendo, c’è qualcosa di più: alcune divisioni riguardano questioni importanti e sostanziali e bene avrebbe fatto comunque, Saladini, a proseguire sulla strada della verifica, prendendo finalmente in mano un pallino che, invece, si ha la sensazione che abbia già di nuovo ceduto ai partiti, se non ad un solo partito.

ULTIME NEWS