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Terme, sopralluogo di Gdf e Arpa: acqua a rischio

La zona circostante la Ficoncella trovata in condizioni igienico sanitarie pessime. Una serie di acquitrini infestati da insetti lungo il percorso. Il maggiore Errigo: «La situazione è peggiorata di gran lunga rispetto al passato»

La zona circostante la Ficoncella trovata in condizioni igienico sanitarie pessime. Una serie di acquitrini infestati da insetti lungo il percorso. Il maggiore Errigo: «La situazione è peggiorata di gran lunga rispetto al passato»

di MARCO SETACCIOLI

è stato ben più di un sopralluogo informale quello effettuato nel primo pomeriggio di oggi dalla Guardia di Finanza e dall'Arpa Lazio nell'area circostante la Ficoncella.

Obiettivo verificare il corretto utilizzo delle calde acque sulfuree provenienti dalle falde del sottosuolo, anche alla luce dei troppi sprechi e delle tante ombre che da sempre accompagnano tutte le vicende legate al termalismo.

A segnalare l'urgenza di un intervento dell'Agenzia che fa capo alla Pisana il maggiore Emilio Errigo, a capo del Comando della Regione Lazio, del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, che dallo scorso luglio ha sede a Civitavecchia, e che è legato all'Arpa da un protocollo d'intesa firmato nel 2003 e finalizzato alla tutela delle risorse idriche, incluse dunque quelle termali.

«La situazione che abbiamo trovato è pessima – ha raccontato il maggiore al termine del sopralluogo – sia dal punto di vista strettamente igienicosanitario che da quello ambientale».

Errigo spiega di aver trovato una situazione addirittura peggiore rispetto a qualche tempo fa. «Se la soluzione delle vasche da bagno che era stata trovata era da condannare – dice infatti – cosa dovremmo dire oggi che non resta altro che dei tubi sopraelevati che spruzzano la preziosa acqua termale a mo' di doccia su una pedana, accanto ad un'amaca?».

Una visione non tollerabile, secondo l'ufficiale delle Fiamme Gialle, «visto che la soluzione approntata genera anche acquitrini infestati da insetti, che di fatto impediscono una corretta fruizione delle acque, e visto che in quell'area sono stati spesi soldi pubblici, e non può certo essere questo il risultato».

Ora non resta sperare che, investita l'Arpa della vicenda, qualcosa nelle alte sfere'' cominci a muoversi veramente. E che magari si arrivi anche a sbloccare una situazione a dir poco desolante, che di certo non rende giustizia alla bimillenaria cultura termale di Civitavecchia, un tempo meta ambita ed esclusiva di nobili e imperatori, oggi solo una città  incapace di sfruttare le ricchezze che ha sotto i suoi piedi.

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