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Turismo, ora aspettiamo i fatti

di TULLIO NUNZI

 

Che il Comune e la Provincia abbiano ipotizzato un progetto per lo sviluppo turistico di Civitavecchia, credo sia da reputare un primo passo perchè tale settore possa finalmente diventare volano di sviluppo per questa città .

Ed il fatto che si parli di cabina di regia, di governance del territorio, di interventi trasversali sul territorio denota un attenzione specifica ed una volontà  « speriamo « diversa dal passato.

Il fatto è che da troppo tempo siamo abituati a progetti, in gran parte elettorali, ma che hanno sempre relegato terziario e servizi a Cenerentola delle attenzioni politiche. Entrando nello specifico, va evidenziato che si cerca di creare una politica di settore, tentando un coordinamento tra i vari protagonisti; do per scontato la presenza della regione Lazio a cui in gran parte sono delegate competenze turistiche. Si parla di turismo come di un processo territoriale che attiva e coinvolge più sub sistemi di riferimento; si pensa ad un disegno strategico complessivo dal sistema logistico al porto ad una sua integrazione con il territorio.

Si comincia a parlare di marchio, e superare un ambito cittadino che non sarebbe competitivo.

Per essere vincenti sui mercati sono necessari prodotti turistici specializzati, che vadano dal crocierismo al patrimonio culturale, a quello naturalistico; in tal senso ribadisco la certezza che la centrale a carbone sarebbe un macigno per lo sviluppo di un sistema turistico locale. E su questo spero che la politica dica finalmente la sua.

Al di la di baggianate dette sulla mancata vocazione turistica del territorio, ribadisco che Civitavecchia storicamente ha avuto una sua vocazione turistica sin dall'anteguerra, e nonostante scempi naturalistici, nonostante scelte politiche sbagliate, ha i fondamentali per riconvertirsi ad una vocazione turistica; ma è la politica che deve fare scelte di questo tipo e non solo a parole: questo progetto è un buon inizio, ora aspettiamo i fatti.

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