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Erosione, Paliotta chiede al Demanio l'ampliamento dei progetti

LADISPOLI – “Proprio nell’anno in cui l’Arpa ci ha comunicato che il mare di Ladispoli è tra i più puliti del litorale a nord di Roma, prendiamo atto, con amarezza, che le nostre spiagge sono divorate da un’erosione senza precedenti”. Con queste parole il sindaco Crescenzo Paliotta è intervenuto sulla situazione dell’arenile ladispolano dove le mareggiate di queste ultime settimane hanno praticamente spazzato via metri di sabbia ferrosa che è stata inghiottita dalle onde. “Negli ultimi anni – ha proseguito Paliotta – non si era mai verificato un fenomeno simile, vediamo la sabbia sparire praticamente sotto i nostri occhi. Le ultime mareggiate, sul lungomare centrale, hanno addirittura creato uno scalino di oltre un metro. Una situazione a dir poco desolante perché oltre all’enorme danno ambientale tutto questo si sta ripercuotendo anche sull’indotto turistico. Molti operatori balneari, proprio all’inizio della stagione balneare, sono stati costretti a togliere file di ombrelloni perché parte della spiaggia è stata divorata dal mare. Se da una parte ci auguriamo che il tempo migliori al più presto, dall’altra siamo consapevoli che è necessario guardare avanti e trovare delle soluzioni che possano salvaguardare sia la spiaggia che gli operatori balneari. Abbiamo chiesto alla Regione Lazio di estendere i progetti antierosione, che attualmente si trovano in Conferenza di servizi, anche al lungomare centrale e fino a Torre Flavia. E’ indispensabile, inoltre, che i lavori inizi immediatamente a settembre, subito dopo la chiusura della stagione balneare”. “Se vogliamo salvare la nostra spiaggia – ha concluso Paliotta – questo è l’unica strada percorribile, gli interventi che avevamo effettuato precedentemente avevano rallentato questo fenomeno tanto che siamo riusciti a salvare delle strutture che altrimenti sarebbero crollate. Inoltre chiederemo al Demanio, per quest’anno e vista l’eccezionalità del fenomeno, di ridurre i canoni per gli operatori balneari”.

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