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Ferro-cromo, indagine della procura

Ferro-cromo, indagine della procura

Il procuratore Amendola ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti. Già eseguito un sopralluogo dei Carabinieri del Noe

CIVITAVECCHIA – Danno ambientale. E’ questo il reato che la procura della Repubblica di Civitavecchia ipotizza per una situazione che si sta verificando all’interno del porto. Il fascicolo è stato aperto direttamente dal procuratore capo Gianfranco Amendola, sempre molto attento ai reati in tema d’ambiente e che segue sempre personalmente, e riguarda il sistema di carico e scarico del ferro-cromo, alla banchina 23 dello scalo locale. L’indagine è nata da un esposto del Forum Ambientalista, presentato verso la fine dell’anno scorso. L’associazione aveva notato la presenza di grossi mucchi di ferro-cromo, non controllati soprattutto per quel che riguarda il rischio che le polveri, altamente pericolose per la salute, si disperdessero col rischio appunto per la salute pubblica, almeno questa è l‘ipotesi della magistratura inquirente, che chiaramete ha nel mirino la società addetta a questo tipo di operazioni.
Ipotesi che per il momento, come detto, è ancora al vaglio degli inquirenti, dopo che c’è stato un primo sopralluogo da parte dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) e dei tecnici della Provincia di Roma. Questi avrebbero già risontrato delle anomalie, e nel mirino ci sarebbe la società addetta al carico e scarico del ferro-cromo. Un materiale che viene scaricato in porto e poi trasportato in treno alle acciaierie di Terni. Ma il procuratore Amendola, adesso attende il responso anche di analisi più precise, che nelle prossime settimane dovrebbero essere eseguite ancora dai carabinieri del Noe e dai tecnici dell’Arpa Lazio. Solo dopo il responso di queste analisi deciderà se iscrivere o meno qualcuno sul registro degli indagati. Per il momento infatti il fascicolo avviato dalla procura è contro ignoti.

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