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Il restyling infinito del parco Costi

Il restyling infinito del parco Costi

I cittadini di lungomare Marconi alzano la voce. L’ex consigliere comunale Sandro Carta critica la società che ha in appalto i lavori: «Chi paga il prezzo più alto è il proprietario del chiosco, il Comune dovrebbe vigilare»

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Protestano i cittadini di Lungomare Marconi per le condizioni pessime in cui versa il Parco Costici interessato attualmente ad una ristrutturazione che non ha mai fine. A far da portavoce a queste lamentele e quindi a chiamare in causa l’amministrazione comunale, è l’ex consigliere comunale Sandro Carta che attacca la società che ha in appalto i lavori per il rifacimento dei marciapiedi del lungomare che avrebbe dovuto ristrutturarlo a sue spese. L’ex consigliere si dice meravigliato dal fatto che il Comune non vigili su questa vicenda in quanto, a pagare il pezzo maggiore di queste lungaggini, è la proprietaria del chiosco che da anni è presente in quell’area e che qualche mese fa si è vista costretta a smontare la struttura per dare avvio ai lavori ma che gli comporterà una perdita consistente di reddito. «La signora aveva fatto una proposta molto sensata al Comune ed era quella che in cambio della realizzazione di un chiosco in muratura avrebbe provveduto alla sistemazione del parco e delle cabine sottostanti – dice Carta – i responsabili comunali non hanno voluto accettare le sue condizioni e quindi ci ritroviamo sulle spalle l’attuale indegna situazione. Peraltro – continua l’ex politico – non si sa chi sta facendo i lavori perché non c’è una tabella in cui, per legge, devono essere evidenti il nome della ditta, il direttore dei lavori, le opere da realizzare e l’autorizzazione comunale. Non c’è nulla e quindi non si sa con chi prendersela perché è stato realizzato un muro a ridosso dell’arenile che in pratica ha chiuso un libero accesso al mare. Non si sa se c’è l’impianto fognante e dove andrà a collegarsi. Non si sa se la terrazza resterà così o sarà ristrutturata. Insomma non si sa nulla, neppure cosa succederà a fine lavori. Non sarebbe il caso di dimostrare un pizzico di trasparenza su questi appalti». Conclude Sandro Carta.

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