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La ex base Caale è ancora fatiscente

La ex base Caale è ancora fatiscente

TARQUINIA. L’area che ospita Capitaneria, Vigili del fuoco, Prociv e Aeopc versa nell’incuria e nel degrado Alessio Gambetti scrive all’amministrazione Mazzola: «Si accolga la nostra proposta di riqualificazione integrata realizzando uno stabilimento balneare, bar, pizzeria e area bungalow e si potenzi il sito per la sicurezza in mare»

 TARQUINIA – La ex base Caale ancora fatiscente. Torna ad alzare la voce Alessio Gambetti, esponente del centrodestra di Tarquinia. «L’area denominata ex base Caale – dice Gambetti – situata all’interno della Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia e adibita, dal giugno 2007, dall’amministrazione Mazzola a sede della Prociv locale, Vigili del fuoco, Capitaneria di Porto, Aeopc, purtroppo è ancora fatiscente». Il monito di Gambetti è chiaro: «Diventi un’opportunità di sviluppo volta al recupero ambientale, al potenziamento della sicurezza a mare e alla creazione di occupazione». «Come avevamo annunciato – dice il piddiellino –  mercoledì abbiamo indirizzato al sindaco Mazzola una proposta di riqualificazione integrata dell’area che si sviluppa su due principali direttrici. La prima è quella dello sviluppo occupazionale con la realizzazione di uno stabilimento balneare, bar, ristorante, pizzeria ed area bungalow village. La seconda è quella del potenziamento della sicurezza a mare con nuove strutture ed attrezzature per svolgere l’attività di salvamento». «La proposta – spiega Gambetti – si basa sul rispetto delle più ferree regole di tutela e di recupero ambientale, perché se è vero che l’area da una parte si trova all’interno della Riserva Naturale delle Saline, dall’altra proprio per questa sua particolare collocazione, non può più essere certamente lasciata ancora in queste condizioni di evidente degrado». In questi anni, in merito ad una riqualificazione dell’area ci sono state alcune proposte. Il 17 febbraio 2007 l’allora consigliere di opposizione Angelo Centini (Ds), denunciando il degrado in cui versava la struttura ne propose la totale demolizione per costruirci uno chalet. Il 4 aprile 2009, la proposta del consiglio comunale dei Giovani, che per voce dell’allora presidente Manuel Catini proposero al sindaco Mazzola di valorizzazione dell’area in questione. Il 5 aprile 2009, però, a corto giro, arrivò la secca risposta del primo cittadino e dell’allora assessore Capitani che perentoriamente bocciarono la proposta avanzata dai giovani consiglieri. «Il tempo perduto è stato tanto – tuona Gambetti – la proposta presentata è quindi l’ennesimo sollecito al sindaco Mazzola a che l’intera area questa volta venga bonificata in modo ‘‘totale’’ dal degrado in cui versa, diventando, cosa altrettanto importante, una seria opportunità di sviluppo occupazionale in una zona ad elevato pregio ambientale e di forte attrattiva, come sono le Saline di Tarquinia». L’altro aspetto importante, su cui la proposta punta, è la messa in sicurezza dal punto di vista idrogeologico l’area con la realizzazione degli argini al tratto finale del fosso circondariale delle Saline con i relativi bracci a mare, così da contenere da una parte le esondazioni dello stesso, dall’altra smorzare il grave fenomeno dell’erosione costiera sul tratto di mare in questione che sta martoriando anche i beni archeologici come Porto Clementino. «In tal senso – conclude Gambetti – il Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca, al quale va il nostro plauso per l’intervento effettuato, proprio in questi giorni ha realizzato gli argini alla foce dello stesso. Un intervento importante da anni richiesto e necessario per attenuare l’erosione costiera sul tratto di costa antistante l’ex base Caale». (a.r.)

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