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«La sinistra rifletta se è ancora possibile trovare una sintesi unitaria»

SANTA MARINELLA - L’analisi di Barbazza dopo la sconfitta elettorale: «La frattura, l’incomunicabilità, le diversità sembrano tracciare un solco profondo»

SANTA MARINELLA - L’analisi di Barbazza dopo la sconfitta elettorale: «La frattura, l’incomunicabilità, le diversità sembrano tracciare un solco profondo»

S. MARINELLA – Dopo la sconfitta subita al primo turno e il successo al ballottaggio del centrodestra, il leader di Alternativa per il Cambiamento Renzo Barbazza esterna alcune sue riflessioni invitando la sinistra a riunirsi ma con obiettivi diversi rispetto a quelli proposti nell’ultima tornata elettorale. L’aspro confronto con il massimo rappresentante della coalizione di centrosinistra Massimiliano Fronti ha lasciato dei segni evidenti e Barbazza li sottolinea tutti. «Se la tempesta relativa al periodo elettorale è passata, non ci sono elementi per capire se nel centrosinistra si avvertano spiragli per un definitivo rasserenamento degli animi e per il superamento reale dei contrasti tra le varie realtà esistenti – sottolinea l’ex candidato sindaco della sinistra – la frattura che si è determinata all’epoca delle primarie, le diversità programmatiche etiche e politiche e l’incomunicabilità venutasi a creare prima, durante e dopo la campagna elettorale, sembrano tracciare un solco profondo molto difficile da superare. L’occasione che si è persa, insieme ad altre esperienze già vissute nel passato recente e remoto della nostra città, fanno pensare che siano tanti e complessi i motivi per i quali il centrosinistra non riesca a trovare mai un momento di sintesi unitaria. La prevalenza dei personalismi sulle esigenze collettive, le influenze ed i condizionamenti esterni alla città che spesso gravano come un’ombra minacciosa e ricorrente sul libero pensiero e sull’autonomia dei nostri cittadini, le decisioni prese dall’alto, il contrasto tra l’anima affaristica e quella ideologica che spesso convivono in una stessa coalizione se non nello stesso partito paralizzandone le possibilità evolutive, finiscono col determinare lotte interne e divisioni che di fatto si rivelano letali per il centrosinistra. Di esempi reali se ne potrebbero fare molti e ci si chiede, dopo molti anni, se ci siano ancora le condizioni per ripartire e per tentare la ripresa di un dialogo costruttivo e soprattutto se ne valga la pena, considerando il periodo storico che stiamo vivendo, caratterizzato da un astensionismo dilagante e da una disaffezione cronica dei cittadini dalla politica e dai partiti».

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