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Aumenta il degrado in città

Aumenta il degrado in città

di SONIA BERTINO

CIVITAVECCHIA – A Civitavecchia l’erba piace alta. Almeno così sembrerebbe da un breve tour per la città. Dalla periferia al centro la situazione purtroppo non è destinata a cambiare. Da San Gordiano a piazza Verdi, nei pressi dell’ex Cim (che ad oggi non si sa se appartenere alla Asl, al Comune o ad un altro ente) lo scenario è sempre lo stesso. L’erba ha raggiunto un’altezza spropositata. E a rischio, in questo caso proprio come in tutti gli altri casi di degrado denunciati dai civitavecchiesi, c’è la salute di chi in quelle zone ha scelto di porre la propria dimora. È infatti risaputo che una folta vegetazione da un lato, e le temperature ideali dall’altro (come ad esempio il caldo estivo esploso proprio in questi giorni) creano l’habitat ideale per insetti (a cominciare dalle tanto odiate e fastidiose zanzare) e rettili (in testa ci sono proprio i serpenti già avvistati in alcuni quartieri periferici della città abbandonati al loro triste destino). E avvistamenti di erba alta, forse anche un po’ troppo, non si fermano solo a San Gordiano e a Piazza Verdi. In via Carlo Fontana (San Liborio) le siepi, come denunciano i civitavecchiesi, sono cresciute al punto che hanno occupato oltre la metà dei marciapiedi. In via Don Milani invece ad essere stata invasa dalle erbacce è addirittura un’intera carreggiata. Ostruzione che obbliga le auto a invadere l’altra corsia col rischio di provocare qualche incidente.  Una viabilità, quella delle auto compromessa non solo dall’invasione dell’erba. Strade sconnesse, asfalto rattoppato (spesso male), buche grandi come crateri sono il vero ostacolo per una circolazione fluida e tranquilla. Soprattutto per chi viaggia sulle due ruote. Ma a risentire delle pessime condizioni in cui versa la città sono anche i pedoni. Quei pochi marciapiedi presenti in città (non tutti i quartieri possono vantarne una presenza capillare, alcuni di questi ne sono addirittura completamente sprovvisti) versano in condizioni da ‘‘terzo mondo’’. Mattonelle o addirittura interi blocchi di pietra sconnessi e lasciati lì. In attesa forse che qualche civitavecchiese distratto (o addirittura qualche turista) lo usi come ‘‘trampolino di lancio’’ per una acrobazia spettacolare e sicuramente dolorosa. Ne è l’esempio il marciapiede di viale Guido Baccelli (altezza Tamoil), da mesi lasciato marcire in pessime condizioni. E la domanda che i civitavecchiesi sono costretti a porsi ancora una volta è: che fine hanno fatto le manutenzioni tanto promesse da questa amministrazione? Guardando la città, la risposta è presto data. Ma la cosa importante, ricordano sarcastici i cittadini «è continuare a pagare le tasse».

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