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Monti: "Pronti per sfidare il mercato"

Monti: "Pronti per sfidare il mercato"

2 giorni del Mediterraneo

CIVITAVECCHIA – Un Pasqualino Monti giustamente orgoglioso e in certi momenti (soprattutto quando ha ringraziato tutti i suoi collaboratori) commosso quello che oggi ha inaugurato la banchina 27 alla darsena Sant’Egidio. Nel suo lungo ed articolato intervento (nel quale peraltro non sono mancate parole di elogio e ringraziamenti per tutte le istituzioni presenti), il presidente dell’Autorità portuale ha raccontato il lavoro che si è fatto e si sta facendo per far crescere lo scalo e dare quell’occupazione, che la gente si aspetta.  «Oggi a Civitavecchia lanciamo una sfida – ha detto Monti riassumendo così l’importanza della Piattaforma logistica benedetta il 24 aprile scorso a Palazzo Chigi – che potrebbe mutare la geografia dei traffici nel Mediterraneo e ridare centralità all’Italia, imponendo anche una rivoluzione logistica del Paese. L’occhio attento al mercato è il nostro concetto chiave». E le prime risposte alle richieste del mercato sono le banchine della Sant’Egidio dove nelle prossime settimane attraccheranno le navi della Grimaldi delle nuove linee (presentate ieri) per Valencia e Algeri, ma anche il terminal container previsto dal Piano regolatore e che sarà in grado di dare risposte concrete alle richieste dei grandi gruppi imprenditoriali come Gavio e Contship. «In futuro arriveranno navi sempre più grandi anche da 18 mila teus e noi saremo pronti – ha detto Monti – ad accoglierle. Il porto del futuro descritto dagli armatori è l’esatto identikit del nostro scalo: fondali oltre i 18 metri che arrivano anche a 20 metri di pescaggio, servizi di qualità, e la possibilità di poter contare su 5 milioni di metri quadrati di aree retro portuali da destinare alla logistica, che nessun altro porto può vantare. Bisogna però correre perché il mercato non aspetta. Abbiamo un progetto per il terminal container da 400 milioni di euro, simile a quello di Tangeri e come Autorità portuale siamo pronti anche a investire parte della quota, ma  bisogna correre per vincere la sfida globale».
 

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