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«La gestione del Traiano resti pubblica»

È la posizione di Annalisa Tomassini e di Ismaele De Crescenzo emersa nel corso del consiglio comunale. Enrico Zappacosta appoggia la linea che vedrebbe la Fondazione Cariciv in pole position. Piani di vendita e cessione degli alloggi demaniali tra gli atti affrontati alla Pucci

È la posizione di Annalisa Tomassini e di Ismaele De Crescenzo emersa nel corso del consiglio comunale. Enrico Zappacosta appoggia la linea che vedrebbe la Fondazione Cariciv in pole position. Piani di vendita e cessione degli alloggi demaniali tra gli atti affrontati alla Pucci

CIVITAVECCHIA – È bastato parlare dell’integrazione al programma per l’affidamento di incarichi di collaborazione autonoma che in Consiglio, dall’opposizione sono tornati a puntare i fari sulla gestione del teatro Traiano. Da affidare, secondo Zappacosta, alla Fondazione Cariciv. Una discussione, quella sul Traiano, nata proprio dagli stipendi del direttore artistico e del sovrintende dell teatro e degli incarichi di collaborazione che l’amministrazione del sindaco Tidei avrebbe già affidato o sta per affidare.  Al di sotto dello stipendio del Sindaco, come precisato dai banchi della maggioranza. Troppi, come ribadito dalla minoranza. Ed è proprio in seno a questa discussione che il consigliere d’opposizione Zappacosta ha annunciato la sua intenzione di voler chiedere un consiglio comunale aperto sull’affaire Traiano auspicando che l’amministrazione di Tidei valuti attentamente la possibilità di affidarne la gestione alla Fondazione. «Il cartellone organizzato dal Comune – ha sottolineato – costa troppo ed è indirizzato a pochi spettatori». Parole pesanti come macigno per la delegata alla Cultura Annalisi Tomassini, fermamente convinta che la cultura deve restare pubblica. Affermazioni che, se da un lato si sposano alla perfezione con quanto affermato dai banchi di Sel (anche loro per il mantenimento pubblico del teatro) dall’altro lato cozzano con quanto successivamente sottolineato dallo stesso primo cittadino che non ha escluso una possibile collaborazione con la Fondazione. Tutto con l’obiettivo di «ridurne le spese». Ma a trovare il disaccordo dei consiglieri di maggioranza e minoranza, ieri nella massima assise cittadina, sono stati anche l’approvazione dei piani di vendita e cessione degli alloggi demaniali e l’eliminazione dei vincoli di prezzo massimo di cessione delle unità abitative in edilizia convenzionata.

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