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Scoperto traffico di carni scadute

Scoperto traffico di carni scadute

I carabinieri di Tarquinia hanno denunciato due fratelli per appropriazione indebita e ricettazione Il capo reparto della macelleria di un supermercato  consegnava la merce deperita ai trasportatori romeni complici. Questi, anziché destinarla alle ditte per la produzione di cosmetici, la portavano nell’azienda del familiare del macellaio che le lavorava come cibi per cani

TARQUINIA – Dovevano essere carni scadute destinate alle ditte per la produzione di cosmetici e invece dal bancone di un noto supermercato di Tarquinia finivano presso una macelleria abusiva della Roccaccia. A scoprire il traffico illecito di carni scadute, ma non solo, sono stati i carabinieri del luogotenente Stefano Girelli che hanno denunciato il capo reparto della macelleria del supermercato per appropriazione indebita della carne e ricettazione del materiale, in concorso con il fratello e due trasportatori romeni. Tutto ha avuto origine dalla denuncia alle forze dell’ordine dello stesso direttore del supermercato che ha rilevato che il punto vendita di Tarquinia registrava un deficit del reparto carni più alto di tutto il Lazio, rispetto cioè ai supermercati della stessa catena. Si parla di una perdita di circa 47mila euro di carne all’anno, quasi il doppio della media generalmente riscontrata. Subito i carabinieri del luogotenente Girelli hanno avviato le indagini, mediante anche pedinamenti in borghese, ed hanno scoperto che le carni scadute, ritirate dal supermercato di Tarquinia, anziché essere consegnate, come negli altri casi, alle aziende di produzione di cosmetici, finivano alla Roccaccia grazie alla complicità dei trasportatori romeni. Secondo quanto emerso, il caporeparto della macelleria del supermercato di Tarquinia, G.B. di 41 anni, consegnava agli autotrasportatori compiacenti le confezioni scadute, ma secondo gli inquirenti anche carni buone, che poi venivano trasferite presso la macelleria di proprietà del fratello, situata proprio tra le campagne tarquiniesi. Un movimento sul quale gli inquirenti vogliono vederci chiaro, per capire quale fosse la reale destinazione finale della merce. Ufficialmente il titolare della macelleria della Roccaccia lavorava le carni per destinarle a cibo per i cani da caccia, ma gli inquirenti indagano per capire se dietro un simile movimento clandestino possa esserci dell’altro. Allo stato attuale delle indagini, le testimonianze finora raccolte non avrebbero cristallizzato altri reati, anche se in città si parla di rivendita di carni a privati e ristoranti. Certo è che per gli inquirenti si tratta di detenzione di ‘‘carne non  trattabile’’ fuori degli ambiti consentiti e che nell’abitazione dei due fratelli i carabinieri hanno trovato e sequestrato anche affettatrici e strumenti per la lavorazione della carne, forse provento di furto dallo stesso supermercato. Della vicenda sono stati interessati anche i Nas e il servizio veterinario della Asl che hanno effettuato diversi sopralluoghi all’azienda della Roccaccia ed elevato una sanzione di 4mila euro per il trasporto di carne con mezzi non idonei (i furgoni perdevano anche percolato). Per il capo reparto della macelleria del supermercato e per suo fratello, entrambi cacciatori, è scattata anche una denuncia per detenzione illegale e omessa custodia di armi. Sempre nell’ambito dei controlli nei supermercati, i carabinieri hanno denunciato per furto di generi alimentari anche il capo del settore ortofrutta di un altro supermercato della città: ogni sera il dipendente rubava una busta di merce alimentare. (a.r.)

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