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Una gara d’appalto per il comparto termale

CIVITAVECCHIA – ‘‘Completamento funzionale dell’impianto termale di proprietà del Comune di Civitavecchia. Avvio procedure di evidenza pubblica per la realizzazione e gestione delle opere. Atto di indirizzo’’. Questo l’oggetto della delibera n.223 del 24 giugno 2013 approvata dalla Giunta Tidei. Insomma: detto, fatto. A completare l’impianto termale pubblico non sarà Acanthus. I motivi sono sempre gli stessi. L’assenza della subconcessione ad Acanthus per l’uso delle acque termali che la Regione ha concesso al Comune, i pareri legali raccolti dagli amministratori di palazzo del Pincio che ribadiscono «nella sostanza la impropria procedura della manifestazione di interesse e dell’accordo di programma nella individuazione – si legge nella delibera – di un soggetto privato per la realizzazione di un’opera pubblica, in netto contrasto con i principi legislativi e normativi del Codice dei contratti per i Lavori Pubblici (decreto legislativo 163/06 e regolamento di attuazione Dpr 207/1010)» e l’assenza nell’accordo di programma sottoscritto tra la precedente amministrazione e la società chiamata in causa «del fine pubblicistico in merito alla sub concessione delle acque». Insomma, per la Giunta Tidei, Acanthus, a cui è stata revocata la gestione temporanea delle vasche della Ficoncella, «non risulta soggetto titolato alla conduzione di un bene pubblico». E così, ora, l’amministrazione cerca un nuovo ‘‘partner’’ a cui affidare il completamento dell’impianto termale. Ben altra cosa rispetto al comprensorio termale che la società romana ha in mente di realizzare sul territorio civitavecchiese. E con la delibera, la Giunta Tidei dà il via libera all’attivazione di «ogni procedura di evidenza pubblica nel rispetto del Codice dei contratti e di ogni prescrizione legislativa in materia per il completamento dell’Impianto termale della città di Civitavecchia, identificato sulle aree di proprietà dell’Ente, quale opera strategica di valore pubblico». A questo punto, sembra difficile che il Pincio conceda il tavolo chiesto da sindacati e dalla stessa Acanthus.

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