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Sito Internet: servizio migliorato

S. MARINELLA – Pronta risposta del Comune sulle polemiche esternate dalla minoranza in merito alle carenze del sito Internet istituzionale. «Sulla questione del sito – dicono dal Comune – innanzi tutto va detto che il sito istituzionale è gratuito poiché messo a disposizione dalla Provincia di Roma attraverso un accordo sottoscritto tra i due Enti all’inizio dello scorso mandato legislativo. In precedenza infatti esistevano ben due siti istituzionali, il cui onere per la cittadinanza era specificatamente di 9.368 euro all’anno. Oltre a risparmiare i soldi, abbiamo sicuramente migliorato il servizio, avendo finalmente un solo unico portale dove poter reperire e consultare tutti gli atti amministrativi e le informazioni sugli uffici». Corrisponde al vero,  dicono dal Comune, che alcuni documenti non sono disponibili per una consultazione come il capitolato d’appalto della Gesam, quello con Acea ed alcuni regolamenti comunali. Bene ha fatto l’opposizione a rimarcare questa mancanza, non certo una dimenticanza che sarà presto colmata dai competenti uffici comunali e che era già di nostra conoscenza tant’è che il miglioramento del sito, anche in fatto di grafica, accessibilità e consultazione di documenti, è un punto del nostro programma elettorale. Verificando, tuttavia, anche la possibilità di pubblicare le registrazioni dei consigli comunali. Capitolo a parte sul gruppo facebook  [email protected], creato col solo intento di facilitare la comunicazione tra cittadini e istituzioni, segnalare in tempo reale problematiche, richiedere informazioni e comunicare alla cittadinanza l’attività amministrativa. Il risultato è stato eccellente e soddisfacente fin quando, come purtroppo è accaduto, se n’è fatta una questione politica». «L’accessibilità al gruppo – spiega Boccoli – è disciplinata proprio perché alcuni cittadini, evidentemente in cattiva fede, non riescono a comprendere il senso del gruppo stesso ed ho il dovere, in qualità di amministratore, di garantire il regolare dibattito, nel quale è assoluto divieto parlare, nel senso partitico della parola, di politica».

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