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Gioco d’azzardo: la Provincia di Viterbo premia chi bandisce le slot

La sindrome colpisce il 10% della popolazione dell’area viterbese

La sindrome colpisce il 10% della popolazione dell’area viterbese

TARQUINIA – Sindrome del gioco d’azzardo compulsivo, nella Tuscia ne soffre il 10 per cento della popolazione. Una cifra allarmante, così la Provincia di Viterbo ha deciso di istituire il ‘Premio di responsabilità sociale contro la diffusione del gioco d’azzardo: i primi a riceverlo stamattina sono stati tre importanti esercizi commerciali del capoluogo, che hanno deciso di mettere al bando videopoker e slot machine. A consegnare il riconoscimento sono stati l’assessore alle Politiche sociali Paolo Bianchini, il direttore del distretto sanitario di Viterbo Antonella Proietti per la Ausl, il dirigente del Sert Anna Rita Giaccone, il sociologo della Provincia Luca Piras (che ha condotto lo studio sulla popolazione) e l’associazione Polis. La Tuscia conta poco meno di 300mila abitanti, di questi sono 2.800 quelli che soffrono di questa sindrome. L’iniziativa nasce dai gruppi Ama (auto-mutuo-aiuto per giocatori d’azzardo eccessivi e per i loro familiari di Viterbo e Tarquinia, realizzati in collaborazione da Provincia e Ausl), su sollecitazione dei familiari degli utenti, allo scopo di sensibilizzare su quella che  è una vera e propria epidemia sociale che ha messo sul lastrico centinaia di persone. “Parliamo di gente – dice Bianchini – che ha perso centinaia di migliaia di euro. Il gioco è una malattia e come tale necessita di interventi del servizio pubblico. Questi esercenti hanno scelto di non installare o di rimuovere dai propri locali le macchinette slot machine e noi abbiamo deciso di premiarli”. Si tratta di Caff Grandori, Caffetteria Ciccarelli e Buffet della stazione. 

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