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Tariffe dell’acqua da capogiro: è polemica

TARQUINIA. Costi a peso d’oro anche su immobili e cantine a consumi zero Mazzola: «Dipende dalle decisioni dell’Ato. Siamo stati obbligati»

TARQUINIA. Costi a peso d’oro anche su immobili e cantine a consumi zero Mazzola: «Dipende dalle decisioni dell’Ato. Siamo stati obbligati»

TARQUINIA – Bollette dell’acqua da capogiro, a Tarquinia scoppia la protesta. In questi giorni i cittadini si sono infatti visti recapitare avvisi di pagamento relativi a consumo di acqua anche su immobili e cantine che di fatto hanno avuto zero consumi. Un salasso che non piace ai tarquiniesi. Per tentare si spegnere gli animi agitati prende la parola il sindaco Mauro Mazzola che spiega le ragioni degli aumenti. «Capisco il dissenso dei cittadini – commenta il primo cittadino –  L’aumento delle tariffe e, quindi, del costo dell’acqua dipende dalle decisioni assunte dall’Ato 1 Lazio Nord Viterbo. Il Comune, in base alla legge “Galli”, ha avuto l’obbligo di recepirle». «I sindaci al riguardo hanno un potere decisionale ridotto al minimo e sono sempre più simili a degli esattori delle tasse: invisi e odiati. – dice Mazzola- Le proteste delle persone sono molte volte giustificate e le rivolgono contro i primi referenti dello Stato che sono le amministrazioni locali”. “Tarquinia – sottolinea il sindaco – rispetto ad altre realtà ha avuto aumenti contenuti, sebbene comprenda che, in un periodo di gravissima crisi economica, tali aumenti assomigliano a un’ingiustizia». Un esempio: fino al 31 dicembre 2011 le cantine (cui sono assimilati l’uso condominiale, garage e magazzino) avevano una fascia contrattuale di 72m³, non avevano minimo impegnato ed era fatturata la quota fissa di 9,20 euro o 25,79 euro (comprensiva d’iva al 10%), rispettivamente se l’utente era residente o non residente, nonché avevano applicate le tariffe del servizio idrico integrato (servizio idrico, fognatura, depurazione) sul consumo effettivo. Dal 1° gennaio 2012 le cantine, in quanto comprese dall’Ato 1 Lazio Nord Viterbo nella categoria ‘‘altri usi’’, hanno un minimo impegnato di 80m³, corrispondente a un importo di 85,60 euro e quota fissa di 24 euro, per un totale di oltre 109,60 euro, cui va aggiunta l’iva al 10%, per un complessivo di 120,56 euro. La fognatura e la depurazione sono applicate all’effettivo consumo. «I numeri sono questi e non possono essere cambiati. – conclude il primo cittadino – Abbiamo dovuto adottare queste nuove tariffe. Anche per luce e gas accade la stessa cosa. Come amministrazione, per ridurre le spese, faremo un censimento degli allacci idrici per trovare quelli inutilizzati».

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