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Acque di balneazione, Paliotta scrive al sindaco di Roma

LADISPOLI – “Ladispoli vuole continuare ad essere uno dei punti di riferimento importanti per le vacanze dei cittadini della Capitale”. Questo un passo della lettera che il sindaco di Ladispoli, Crescenzo Paliotta, ha scritto al primo cittadino di Roma, Ignazio Marino, in merito alla qualità delle acque di balneazione ed alla  problematica che interessa la Capitale e i Comuni che si affacciano sulla costa laziale, sia a nord che a sud della foce del Tevere. “Il caso specifico – ha proseguito Paliotta nella lettera –  è quello della qualità delle acque che dal Tevere si riversano ogni giorno nel Tirreno: sappiamo che, a secondo delle correnti, il Tevere influenza le condizioni del mare per almeno 30 km a Nord e a Sud della foce. Purtroppo nel nostro caso e nei Comuni a noi limitrofi (Fiumicino e Cerveteri) le influenza negativamente nel senso che, quando la corrente arriva a Ladispoli da levante con lo scirocco, le acque del mare davanti alle nostre coste diventano di un colore scuro e scompare ogni trasparenza. Questo dato, soprattutto nella stagione estiva, condiziona in maniera pesantemente negativa la nostra economia turistica: noi non siamo in grado di esprimere certezze sul fenomeno sopra riportato e soprattutto non siamo in grado di esprimerci sull’eventuale inquinamento delle acque che, comunque, cambiano colore e assumono colore poco rassicurante agli occhi dei bagnanti. Quello che vorrei porre all’attenzione è che manca uno studio approfondito sulla situazione di un fiume così importante come il Tevere sul tratto di mare che ogni dieci secondi riceve 2milioni e 400mila litri di acqua depurata solo per metà (perchè questa è la portata del Tevere). Tu hai vinto le elezioni sulla base di un programma ambizioso, che mette il rispetto dell’ambiente come uno dei punti fondamentali: sono fiducioso che porrai la tua attenzione sul problema che ti abbiamo sottoposto”. “Il risanamento del Tevere, e forse ancor di più dell’Aniene, è un compito – ha concluso Paliotta – che una grande capitale non può ignorare: comprendiamo che un obiettivo di questo tipo coinvolge competenze sovracomunali e forse anche di più Regioni e potrebbe richiedere un impegno programmatico di almeno un decennio.Ma altre capitali europee (Londra ad esempio) è riuscita in un compito analogo con il suo fiume che è tornato balneabile perché depurato al 100%. Mi permetto di proporre, come primo obiettivo, che sia commissionato all’ARPA o a un istituto scientifico pubblico, un primo studio sulle influenze del Tevere sulle acque marine delle coste centrali del Lazio e poi aprire un confronto intercomunale sui dati che emergeranno. È sicuramente sconfortante, per noi Amministratori locali, non essere in grado di dare risposte e nemmeno spiegazioni sicure su problematiche, come quelle ambientali, sulle quali è oramai grande l’attenzione da parte dei cittadini. Ladispoli è nata nel 1888 come “Stazione per i bagni di mare” al servizio dei romani ed è stata, fino allo sviluppo di Ostia dal 1912, la “Marina di Roma”. Ha conservato un legame fortissimo con la Capitale, soprattutto negli anni ’70 del boom economico, quando migliaia di romani decisero di comprare a Ladispoli la casa delle vacanze al mare ”.

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