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Civitavecchia senza carroattrezzi: guai per gli automobilisti

Civitavecchia senza carroattrezzi: guai per gli automobilisti

Salasso autorizzato dalla Prefettura: le forze dell’ordine ogni volta si rivolgono a Salvatore Trionfo di Ladispoli. Importi esorbitanti se l’intervento è notturno: solo la chiamata costa 18,25 euro, più di una telefonata a una linea erotica

 Il fermo amministrativo di un veicolo è sempre un problema, ma se si tratta di un ciclomotore o di un motociclo, la situazione peggiora incredibilmente. Trasgredire il codice della strada non ha mai giustificazioni, ma oltre ai punti della patente, il vero incubo degli automobilisti è il carroattrezzi, per via degli elevati costi. Lo è sempre stato, ma con il nuovo colpo di genio della Prefettura di Roma, la situazione è diventata insostenibile: il ricorso al carroattrezzi spessp costa più della multa. E il problema diventa ancora più evidente nella zona che va da Allumiere a Fregene, passando per Civitavecchia. Le forze dell’ordine che sequestrano un mezzo, sono obbligate a rivolgersi all’unico deposito giudiziario che lavora per conto di Italsoccorso: Salvatore Trionfo, con sede a Ladispoli, in via Monteroni, sull’Aurelia. Capita così che un ciclomotore sequestrato a Civitavecchia debba finire a Ladispoli, con tutti i disagi che questo aspetto comporta, dagli elevati costi, ai lunghi tempi d’attesa. Per non parlare di chi si vede sequestrare l’unico mezzo a disposizione e non ha modo di raggiungere il deposito per il recupero del ciclomotore o del motociclo. Un vero e proprio salasso autorizzato, del quale la Prefettura è perfettamente a conoscenza. Sul territorio ha due depositi, ma il servizio in questa zona è affidato a Trionfo (a Civitavecchia nessuno lo ha voluto, ndr). L’agente riscontra l’infrazione, chiama il carroattrezzi che intanto parte da Ladispoli e costringe il trasgressore ad attendere sul posto l’arrivo di colui che otterrà la nomina di custode. Se succede nei festivi o di notte, conviene darsi alla macchia  Le tariffe imposte sono letteralmente indecenti: 3,59 euro di custodia al giorno (naturalmente lo spazio è quello che è); la complicatissima operazione di carico e scarico del motorino (ovviamente meccanizzata e senza sforzi per l’operatore) costa 27,37 euro; il diritto di chiamata è addirittura di 18,25 euro (sarà una linea speciale che si appoggia al telefono erotico 166) e il trasporto del mezzo di notte (ad esempio da via Tarquinia a via Monteroni a Ladispoli) è pari a 353,93 euro, calcolando 90 chilometri tra andata e ritorno. Per un totale di 406,73 euro. Così, all’umiliazione per la sanzione (giustamente) subita, lo sfortunato utente aggiunge il carico della mano squilibrata delle istituzioni. Passa la notte in strada a firmare scartoffie in attesa di un carroattrezzi che tarda ad arrivare. E alla fine arriva e l’utente assiste senza parole anche al fraterno saluto tra il nuovo custode del suo mezzo e il carabiniere accertatore, che palesemente soddisfatto per la brillante operazione riuscita, coltiva public relation e può finalmente dare un senso alla sua giornata. Ma un dubbio alla fine rimane: siamo sicuri che Civitavecchia-Ladispoli, andata e ritorno siano veramente 90 chilometri?

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