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Bike Sharing senza una vera pista ciclabile

La parte più importante del progetto non ancora realizzata dall’amministrazione comunale L’assessore Serpente: «C’è già un progetto per la creazione di un anello di collegamento viale Baccelli-corso Centocelle»

La parte più importante del progetto non ancora realizzata dall’amministrazione comunale L’assessore Serpente: «C’è già un progetto per la creazione di un anello di collegamento viale Baccelli-corso Centocelle»

di ROMANA ANGELONI

CIVITAVECCHIA- Era l’inizio di questa estate. In Conferenza stampa l’assessore alla mobilità Sergio Serpente ed il delegato alle energie rinnovabili Massimo Mazzarini annunciavano congiuntamente, e con orgoglioso “tempismo”, la partenza del progetto di “Bike Sharing”. Tempismo, si fa per dire. Spontanea infatti l’obiezione, proveniente da più parti, del mero “taglio di nastro” ad un servizio in realtà già ideato e confezionato dalla vecchia amministrazione made in Moscherini, ma presto  accompagnato dalle contestazioni del neo deposto Assessore all’Ambiente Roberta Galletta. E tant’è che adesso le bici in Città le abbiamo lo stesso: dislocate nelle loro postazioni, elettriche e con pedalata assistita ed usufruibili mediante un tesseramento a costo medio basso. Un solo problema: dove pedalare? Sì, perchè attualmente in città zone esclusivamente adibite al traffico ciclabile non esistono. Ne è un’esempio la dimenticata e sbiadita pista in Viale Baccelli, anche grazie «all’incuria ed alla poca sensibilità degli affezionati al volante» aggiunge Serpente che chiede la collaborazione delle Forze di Polizia locale per la tutela della vecchia pista. Ma fortunatamente sarebbe in cantiere la realizzazione di un anello ciclabile, proposto da un’associazione di ciclisti locali. Nel frattempo in onore del «godi popolo», in una città dove regna sovrano il traffico veicolare, troppo spesso sprezzante del codice della strada, le biciclette le abbiamo. Sorpresa: Argo, la società dei trasporti pubblici, è in liquidazione. Niente nuovi pullman per adesso, che permetterebbero di ritagliare alla strada zone sicure da destinare agli appassionati alle due ruote, sempre condizionatamente al soddisfacimento del credito del Comune sui bus. In compenso nel nuovo ”Piano urbano del traffico” si parlerebbe di nuovi parcheggi che potrebbero rappresentare un primo passo anche verso una più sicura viabilità ciclistica. Ma è un pò come costruire un edificio e preoccuparsi solo successivamente di dargli fondamenta. Civitavecchiesi avete voluto le biciclette? Adesso, pedalate.

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