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Ferrocromo, sigilli alla banchina 23

Ferrocromo, sigilli alla banchina 23

Il sequestro firmato dal gip su richiesta della Procura. L’ipotesi di reato è quella di danno ambientale

CIVITAVECCHIA – Sotto sequestro i cumuli di ferrocromo alla banchina 23 del porto di Civitavecchia. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Civitavecchia ha infatti firmato il dispositivo di sequestro, a causa del mancato rispetto delle norme di sicurezza ambientale relative alla presenza del materiale ferroso. La decisione è arrivata su richiesta della Procura della Repubblica, la quale aveva già avviato un’indagine nei mesi scorsi, all’inizio dell’estate, in seguito ad una denuncia del Forum Ambientalista. Già nei mesi scorsi gli inquirenti avevano notato che i cumuli non erano coperti come previsto dalla legge e nemmeno costantemente ‘‘innaffiati’’ per evitare la dispersione di polveri pericolose per la salute e l’ambiente.,come prevede il regolamento interno dell’Autorità portuale. L’ipotesi di reato avanzata dalla magistratura inquirente infatti è quella di danno ambientale. Ma il danno, stando a quanto deciso dal gip, evidentemente non è stato risolto, anzi. Da qui la scelta della Procura di richiedere il sequestro e la conseguente approvazione alla richiesta del gip, una volta verificata la fondatezza delle accuse mosse dagli inquirenti. Ad eseguire materialmente il sequestro sono stati i carabinieri del Noe, che sono arrivati ieri mattina alla banchina 23 ed hanno apposto i sigilli ai cumuli che vengono lavorati dalla società Traiana, che ha in concessione l’intera banchina. Probabilmente già dalle prossime ore potrebbero esserci delle persone iscritte sul registro degli indagati.

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