Pubblicato il

Il Pd mette alla porta Flavio Magliani

Il Pd mette alla porta Flavio Magliani

Dopo il caso Italcementi la direzione ha chiesto le dimissioni da capogruppo

CIVITAVECCHIA – Resa dei conti in casa Pd, dopo gli ultimi fatti amministrativi che hanno condizionato (o quantomeno hanno provato a farlo) gli equilibri della maggioranza. Un rinvio della questione Italcementi in commissione urbanistica, che non è andato certamente giù alla direzione del Partito democratico, tanto da spingere i componenti del sinedrio a far fuoco proprio contro colui che viene indicato come il più grande cospiratore tra i democrat: Flavio Magliani. E sarebbe stato proprio il medico, secondo il partito, a trascinare Sinistra e libertà su un terreno scosceso. D’altronde non si capisce per quale ragione Sel avrebbe appoggiato il rinvio in commissione di un documento alla cui elaborazione aveva collaborato solo poche settimane prima. Un favore restituito a Magliani, secondo qualcuno, sempre partecipe alle ‘‘trame oscure’’ della sinistra, che in altro modo, sulla questione Italcementi, sarebbe rimasto con il cerino in mano. «L’azione amministrativa e l’attuazione del programma di governo – si legge in una nota del Pd – risultano oggi rallentate da fattori del tutto estranei alla buona politica, fattori che il Pd è interessato a rimuovere rapidamente». E il modo è uno solo: chiedere le dimissioni di Flavio Magliani da capogruppo Pd. «Tragga Magliani – dichiara la direzione Pd – le conseguenze del suo stesso comportamento, restituendo con le dimissioni da capogruppo, dignità e onore ai voti espressi dal Pd, grazie ai quali è stato eletto». E ora cosa accadrà? Visto l’orientamento delle componenti del Pd, con o senza Guerrini, gli altri consiglieri quasi sicuramente metteranno alla porta Magliani. Difficile credere che opteranno per una soluzione diversa che determinerebbe uno scollamento tra partito e gruppo consiliare. Certo, qualcun’altro tra i consiglieri potrebbe chiamarsi fuori, ma il trattamento al quale andrebbe incontro non sarebbe diverso da quello riservato a Magliani.  Insomma, il Partito democratico ha deciso di fare sul serio, ripartendo dal codice etico e dai grandi temi. Senza più spazio per le fughe in avanti e le isterie dettate dalla smania di distinguersi a ogni costo.

ULTIME NEWS