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“Lavoriamo insieme per prevenire e combattere la ludopatia”

“Lavoriamo insieme per prevenire e combattere la ludopatia”

TARQUINIA. Intervento del presidente della Provincia di Viterbo, Marcello Meroi nell'ambito del convegno “Nel nome della legalità, non giocare dove capita”, organizzato da Codere, la più importante multinazionale nel settore in Europa. L'ingegner Massimo Ruta, Country Manager di Codere Italia: "I nostri interessi coincidono con quelli della Guardia di Finanza e delle istituzioni, perché se si agisce nella legalità gli interessi vanno sempre di pari passo"

TARQUINIA – Il Presidente della Provincia di Viterbo Marcello Meroi ha portato il saluto al convegno “Nel nome della legalità, non giocare dove capita” organizzato dal Codere, la più importante multinazionale nel settore del gioco in Europa. La Provincia di Viterbo, attraverso le proprie strutture interne ed in collaborazione con quelle dell’Asl, ha da tempo intrapreso forti ed incisive azioni nel contrasto alla ludopatia, fenomeno purtroppo molto diffuso nella Tuscia. “Mi ha fatto molto piacere – ha dichiarato Meroi – apprendere che il Codere è impegnato in prima linea non soltanto sul fronte della sicurezza e nel contrasto al gioco illegale, ma è anche sensibile a prevenire il sopraggiungere nell’individuo delle conseguenti patologie. E’ infatti attivo un progetto organizzato in collaborazione con una delle più importanti associazioni di tutela del consumatore, rivolto a sensibilizzare i fruitori del gioco ad un uso responsabile dello stesso. Il compito delle istituzioni non è quello di criminalizzare un comparto che, se perfettamente regolarizzato ha il diritto di svolgere la propria attività, ma di puntare sulla prevenzione, per fare in modo che il gioco resti un divertimento e non si trasformi in un problema da affrontare e risolvere dal punto di vista sanitario. La Provincia ha al proprio interno i Gruppi di Auto Mutuo Aiuto (AMA) che, in sinergia con l’Asl, si occupano di gestire i casi di persone affette da ludopatia. I Gruppi Ama, recentemente, hanno già sviluppato attività fondamentali a sostegno di chi è affetto da questa patologia e per prevenire il fenomeno. Sarebbe importante creare una collaborazione con le strutture del Codere per far sì che, insieme, si possano individuare ed attuare le migliori e più efficaci azioni di contrasto alla dipendenza da gioco. Il settore non verrebbe in questo modo criminalizzato – ha concluso – ed al tempo stesso si potrebbe evitare l’ingresso di tante persone nel tunnel della ludopatia con conseguenze drammatiche per i soggetti colpiti e le rispettive famiglie”. La proposta del presidente è stata accolta positivamente dall’ingegner Massimo Ruta, Country Manager di Codere Italia, il quale ha dato la propria disponibilità ad approfondire la questione, intraprendendo una seria ed incisiva sinergia con le istituzioni locali e l’Asl nel quadro del progetto già in essere dei Gruppi Ama” . Tanti gli interventi nel corso del convegno. L’ingegner Massimo Ruta, Country Manager di Codere Italia ha detto: “Dobbiamo ringraziare i Monopoli di Stato che ci hanno patrocinato per due anni in questo tour impegnativo, allo scopo di sensibilizzare e informare sul mondo del gioco. L’informazione è il primo obiettivo di questo workshop itinerante, insieme alla diffusione della giusta cultura della legalità nel gioco. Può sembrare paradossale ma i nostri interessi coincidono con quelli della Guardia di Finanza e delle istituzioni, perché se si agisce nella legalità gli interessi vanno sempre di pari passo. Occorre però fare una doverosa distinzione tra legalità e illegalità del settore, che spesso manca nella comunicazione. Bisogna infatti distinguere chi porta in Italia 17 miliardi all’anno, di cui 8 sotto forma di tasse e tutto quel mondo di negativo può associarsi al gioco, come fenomeni di usura e riciclaggio, che non vogliamo nascondere ma vogliano aiutare a contrastare. Al livello del legislatore in alcuni casi si riscontra una mancanza di informazione che spesso non è giustificabile visto il ruolo che le istituzioni ricoprono. Il volume che la Fundaciòn Codere ha prodotto in collaborazione con la Luiss (La disciplina del gioco in Italia tra monopolio pubblico e mercato) è un invito al legislatore per mettere mano all’esigenza di un testo unico sul gioco, necessario per combattere l’illegalità. L’illegale può  e deve essere sconfitto, anzitutto perché solo così  si può fornire un prodotto e un servizio migliore.L’eccesso di gioco è una distorsione della normalità, come ce ne sono tante altre che vanno curate, mai numeri che vengono diffusi non sono il risultato di complete statistiche nazionali. Le iniziative che Codere ha posto in essere per incentivare la responsabilità del gioco, passano attraverso la formazione del personale, il numero verde di Primo consumo, la presenza costante sul territorio dove lavoriamo, sostenendo realtà locali impegnati in progetti sociali, cercando di far giungere sul territorio una parte dei nostri guadagni, a differenza del gettito erariale che va interamente allo Stato. Abbiamo tentato una sensibilizzazione del legislatore in questo senso”. “Codere ha sempre voluto gemellare le proprie attività con realtà locali sui territori dove è presente – ha aggiunto Immacolata Romano, Responsabile Relazioni istituzionali e Comunicazione di Codere – A Viterbo abbiamo deciso di sostenere la Fattoria di Alice, un’associazione onlus che dà lavoro a ragazzi problematici, realizzando prodotti agricoli biologici. Varie saranno le attività poste in essere, come ad esempio una serie di cene di beneficenza, corner nelle nostre sale coi prodotti e l’organizzazione di gruppi d’acquisto in azienda”. Incisivo l’intervento del capitano Lia Segatto, del Comando provinciale della Guardia di Finanza: “L’azione della Guardia di Finanza si muove verso l’aumento la maggiore pervasività delle attività di controllo esteso ormai a tutta la filiera, in modo da permettere un contrasto sempre più efficace alla settore illegale. L’aumento dell’offerta, che ormai è complessa e differenziata, ci ha posti dinanzi ad una filiera sempre più consistente, quindi sempre più soggetti da controllare ed esaminare. Ma questo ha significato anche un aumento in termini di reddito generato dal settore, di ritorno erariale e anche occupazionale fino a 200 mila persone tra diretti e indiretti.La principale azione delle Fiamme Gialle è la tutela del bilancio nazionale con le ricadute dell’evasione sull’imposizione fiscale diretta e indiretta. Dal punto di vista strettamente operativo il nostro intervento si compie con il controllo del possesso di  licenze,  delle autorizzazioni, e dei requisiti normativi prescritti dalla legge, senza dimenticare il corretto pagamenti dei tributi. Insieme al controllo compiamo quotidiane azioni di intelligence in coordinamento con i Monopoli di Stato (Adm) sui soggetti della filiera, partendo da quelli più a rischio. Nel 2011 e 2012 nella provincia di Viterbo abbiamo compiuto più di 50 interventi suddividibili, in maggioranza sulla filiera della raccolta delle scommesse che hanno portato a numerose denunce per violazione delle leggi di pubblica sicurezza e amministrative e al sequestro di numerosi materiali. Per l’anno 2013 abbiamo già registrato un incremento dei controlli, a dimostrazione che il settore è sempre più primario. Sono già 61 gli interventi; alcuni sono ancora in corso, soprattutto violazioni nel settore delle scommesse e dell’art. 110 del Tulps”. “Come assessore alla Cultura del Comune di Viterbo – ha sottolineato invece l’avvocato Giacomo Barelli  – ringrazio Codere per aver organizzato uno dei convegni più importanti a cui ho potuto partecipare da quando questa nuova amministrazione è in carica. Non è un caso che è proprio io nella mia veste di assessore alla cultura affronti la tematica del gioco, per quello che attiene al Comune, cioè relativamente alla salute pubblica. L’Amministrazione centrale, come quella locale, beneficia del gettito fiscale, ma non può nascondere e nascondersi i problemi legati al gioco d’azzardo e il loro impatto sulla cittadinanza. La Regione Lazio poi con una legge di recentissima approvazione ha stanziato 150  mila euro per il contrasto delle ludopatie e con la sua azione vuole provare a razionalizzare l’allocazione delle slot”. Il viceprefetto di Viterbo, dottoressa Carelli, responsabile per l’area ordine e sicurezza pubblica dal canto suo ha rimarcato: “La disciplina del gioco è uno dei temi più importanti sui cui si concentra oggi il lavoro di molte prefetture in Italia e anche della nostra. Non è nostro compito principale occuparsi dell’impatto  sociale del gioco, che è sempre di più un fenomeno che trasversale che osserviamo con attenzione. L’attività della Prefettura è volta alla prevenzione dei reati compiuti e alla penetrazione criminali nel comparto. Per quanto riguarda appunto le infiltrazioni criminali abbiamo da poco uno strumento rinnovato, il Nuovo Codice Antimafia che rafforza molto la nostra azione. Altro campo di azione è la tutela degli interessi economici dello Stato e insieme il controllo dei soggetti privati che esercitano attività di gioco. Questa è in sintesi la nostra azione dedicata, poi esiste tutta una serie di attività compiute in sinergia con il supporto e la collaborazione dei Monopoli di Stato per il controllo delle concessione delle attività di gioco.  Rapporto stretto che ci permette di incidere profondamente nella tutela del settore dalla criminalità organizzata e dalle sue capacità di infiltrazioni”. “Stiamo creando con il gioco d’azzardo l’esimente – ha detto Massimiliano Pucci, Vice Pres. SISTEMA GIOCO ITALIA, PRES. AS.TRO – Passatemi la definizione da avvocato. Ormai il gioco è considerato da opinione pubblica e politici come il fattore scatenante, la causa di tutto e sta diventando il paravento di ogni altro problema in Italia. Abbiamo già sacche di territorio che secondo me sono in pericolo, vedi Genova e Bolzano e poi il 5 settembre la politica ci ha detto chiaramente con la moratoria di non volere più il gioco d’azzardo nel Paese. Così torneremo agli 800 mila videopoker illegali e incontrollati come nel 2002. Abbiamo messa in sicurezza totale i nostri prodotti, fino alla possibilità di mettere mano sulle macchine bloccate solo in presenza della Gdf; abbiamo tappezzato i luoghi di gioco con i cartelli prescritti dal Balduzzi e partecipiamo alle attività di contrasto alle ludopatia e alla diffusione della giusta cultura del gioco, ma non sappiamo che fine farà il gioco pubblico in Italia. La verità ha concluso Pucci è che “la moratoria sul gioco equivale a 9 IMU e significa la sconfitta del comparto, ma anche del legislatore italiano rispetto anche a Paesi vicini”. “Purtroppo oggi  – ha aggiunto il professor Ranieri Razzante, PRES. AIRA – sembra che qualsiasi disturbo passi in secondo piano rispetto alla Ludopatia, che deve essere affrontando partendo da numeri attendibili, perché credo sia giusto non partire dall’assunto che chiunque giochi sia malato. Dimenticando che il tema centrale è la distinzione tra gioco  d’azzardo e non d’azzardo, se vogliamo davvero tutelare il gioco sano e legale. Abbiamo un sistema concessorio severissimo, lo posso testimoniare come membro delle commissioni che sono predisposti controlli capillari a monte sulle catene partecipative, ma anche a valle da parte di tutti gli organi di controllo. Ma quello di cui abbiamo bisogno è la segnalazione delle operazioni sospette. La criminalità organizzata si infiltra perché il mondo del gioco è diffuso e permette la giusta penetrazione. Abbiamo le norme TULPS, quelle antimafia, antiriciclaggio e concessioni stringenti che sono strumenti già efficaci e mostrano come le infiltrazioni siano spesso nell’intermedio, nei fornitori”. “Da dieci anni il gioco in Italia è regolamentato, mentre prima era esclusivamente in mano alle cosche – ha ricordato Marco Polizzi, Primo Consumo, progetto Game Over – Il proibizionismo gratuito non porta a nulla, per questo come associazione di consumatori vogliamo avere un orientamento sinergico con lo Stato e i concessionari. I dieci concessionari più grandi rappresentano la legalità del sistema e con quelli noi vogliamo interagire. La politica del non giocare dove capita e di scegliere posti sicuri, come quella appunto sostenuta da Codere, per noi è la politica vincente. I numeri sulla ludopatia creano allarme sociale. Anziani e giovani sono le categorie più colpite.  Il 48% dei giovani ha avuto accesso al gioco d’azzardo, nonostante sia vietato ai minori. Basti pensare agli apparecchi che distribuiscono i gratta e vinci nei supermercati. Codere è stato il primo concessionario che ha capito l’importanza del centro d’ascolto ludopatie, creando un numero verde con la partnership scientifica del Cristo Re e dell’Università Cattolica, monitorando il territorio con attività poste in essere per il contrasto di tali patologie. Il decreto Balduzzi ha inserito la ludopatia nei livelli essenziali di assistenza e molte strutture locali si danno da fare con professionisti del settore, come psicologi e avvocati. Abbiamo intrapreso anche un progetto col Miur di sensibilizzazione nelle scuole, regalando agli studenti un maxi quaderno per comunicare un decalogo di pericoli del gioco d’azzardo”.

 

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