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«Autostrada Tirrenica, necessaria maggiore trasparenza»

l’intervento dell’imprenditore Patrizio Podda

l’intervento dell’imprenditore Patrizio Podda

CIVITAVECCHIA – La vicenda della nuova autostrada Tirrenica in fase di realizzazione esige chiarezza, trasparenza e legalità. Mira a questo l’esposto che ho presentato alla Procura della Repubblica di Civitavecchia, al fine di chiedere l’accesso agli atti per conoscere il contenuto della convenzione sottoscritta tra la Sat ( Società Autostrada Tirrenica) e l’Anas per la realizzazione del nuovo tratto autostradale della A 12 e dei conseguenti interventi di ammodernamento della viabilità secondaria sul lotto 6A. I lavori in corso, nonché quelli già programmati per il completamento della nuova rete autostradale, avranno ricadute “impattanti” su tutto il territorio, ridisegnandone la dimensione stradale ma soprattutto occupazionale. E’ lungo l’elenco degli imprenditori che stanno pagando caro l’avvio del cantiere. Saracinesche che chiudono e famiglie in mezzo alla strada a causa di una totale mancanza di garanzie e di conoscenza di quello che invece dovrebbe essere alla luce del sole: l’accordo tra Sat ed Anas. Mesi fa, al fine di rompere il muro di silenzio ed omertà che regna sulla questione, mi feci promotore, a titolo personale, di un apposito ricorso al Tar per chiedere l’accesso agli atti in merito alla convenzione sottoscritta tra le due società che, come se la cosa non li sfiorasse, ancora è sconosciuta o peggio ancora “nascosta” in qualche ufficio. Da tutto ciò nasce il mio esposto alla Procura della Repubblica, al fine di ricevere giustizia su un comportamento assolutamente irregolare da parte sia di Sat che di Anas. L’esigenza di non rendere nota questa convenzione da dove proviene? Dove trova fondamento l’esigenza di non informare gli imprenditori del posto sull’evolversi dei lavori, su quale sarà il loro futuro? Insomma, cosa si nasconde sotto? E’ chiaro che come imprenditore non mi arrenderò di fronte a tali soprusi che purtroppo vedono silente il Comune di Tarquinia ed il suo Sindaco, il quale, attraverso il suo atteggiamento passivo, sembra incoraggiare il disastro occupazionale che si sta consumando sul suo territorio. Non sta fermo, al contrario, il Comune di Montalto che, per le stesse ragioni del sottoscritto, ha presentato lo stesso ricorso dinanzi al Tar al fine di ottenere il testo della convenzione “fantasma”. Quindi, non un semplice cittadino, ma un Comune, un Ente, che ha compreso la portata di tali irregolarità da parte di Sat e di Anas, perché le ricadute saranno disastrose. Va restituita giustizia. Personalmente inizio una battaglia che combatterò in tutte le sedi possibili, per rompere i ceppi che qualcuno vorrebbe impormi, a discapito della mia famiglia, del mio lavoro e del mio pane, che guadagno ogni giorno, col sudore della fronte.

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