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«Il tempo dei gagliardetti, dei frustini e degli stivali è finito»

«Il tempo dei gagliardetti, dei frustini e degli stivali è finito»

Flavio Magliani replica al Partito democratico che ne ha chiesto le dimissioni da capogruppo: «Mi sono sentito sin dall'inizio un capogruppo dimezzato perché una parte del mio gruppo non mi ha voluto come presidente del consiglio»

CIVITAVECCHIA – Flavio Magliani capogruppo del Pd oppure no? Il nodo non è ancora sciolto anche se le posizioni sembrano ormai ben delineate. Da un lato il partito e il suo ultimatum, dall’altro il capogruppo Pd (lo è ancora?) che non molla la presa. Anzi ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. A cominciare dal suo sogno di sedere sulla poltrona del presidente del consiglio, oggi occupata da Marco Piendibene.
«Mi sono sentito dall’inizio un capogruppo dimezzato – ha detto Magliani – perché una parte del mio gruppo non mi ha voluta come presidente del Consiglio perché è stata fatta una votazione surrettizia per supplire a quello che già aveva deciso la gente». E senza quel voto a suo favore, il democrat Magliani si chiede come i suoi colleghi lo abbiano sopportato per un anno e mezzo come capogruppo. Per quanto riguarda poi il Pd e il suo ultimatum, o dentro o fuori, per Magliani non ci sono dubbi. «Il Pd non è una caserma o un luogo dove vengono eseguiti processi a chi non è presente». E a tal proposito rimprovera i suoi ‘‘colleghi’’ democrat, di non averlo invitato al summit in cui alla fine si è scelto di sbarazzarsi di lui. «Quel giorno non c’ero – ha detto Magliani – non ho potuto spiegare neanche le mie ragioni». E ricorda loro che il tempo «dei gagliardetti, dei frustini e degli stivali non solo non appartengono ai movimenti politici ma nemmeno a questo secolo».
Insomma, Magliani non molla la presa, anzi, invita tutti ad abbandonare questi vecchi  modi di fare politica per andare avanti: «Cerchiamo di lavorare per il bene di questa città. Lasciamo perdere i falsi miti, la patria e l’onore. Lasciamoli relegati – ha concluso sarcasticamente – all’altro secolo oppure alle canzoni dei ‘‘Nomadi’’».

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