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«Servono le prove di inadempienza»

Anna Maria Lattanzi precisa le modalità per sciogliere il contratto «La Rocchi malata di protagonismo con il tacito accordo della minoranza»

Anna Maria Lattanzi precisa le modalità per sciogliere il contratto «La Rocchi malata di protagonismo con il tacito accordo della minoranza»

SANTA MARINELLA – «Nell’ultimo consiglio comunale, maggioranza ed opposizione hanno votato la mozione presentata dalle minoranze tendente a far rescindere il contratto con la Gesam». A parlare è la rappresentante della lista civica Santa Marinella Annamaria Lattanzi, che interviene sulle decisioni prese nella seduta pubblica. «Al cittadino superficiale e distratto – continua la Lattanzi – questo voto potrebbe voler significare che la Gesam sia stata liquidata e mandata a casa con tanti saluti. Non è così invece. Il contratto stipulato con la Gesam è sottoposto a penali e a vincoli e, per poterlo rescindere, necessitano le prove di inadempienza, quindi verbali e richiami scritti che, parte dei quali sono stati fatti, ma non sono sufficienti per sciogliere un contratto. Ma di tutto questo la minoranza non ne ha tenuto conto. A loro è bastato vedere l’alzata di mano della maggioranza, nell’atto di approvare una mozione, per abbuffarsi alla cena delle beffe e dirsi da soli come siamo stati bravi. Malata di protagonismo, avvalorata dal tacito silenzio dei colleghi di minoranza che non sanno cosa dire e sopportata da un presidente del consiglio comunale debole e inefficace, la Rocchi, si diletta a far tuonare nella sala la sua voce. Parole non sempre corrette, parole prive di validi contenuti e di proposte o soluzioni auspicabili». «Se si continua così – conclude la Lattanzi – i consigli comunali saranno svolti solo dal suo petulante e ripetitivo monologo. Monologo di una insegnante che, invece di tutelare come sarebbe auspicabile le istituzioni, si permette di tuonare al sindaco in pieno consiglio ‘Bacheca sei lo zero assoluto’. Viene da chiedersi: cosa insegnerà ai suoi alunni, c’è da domandarsi come può, la preside di un istituto superiore, permettere ad una sua docente di eporre con tanta arroganza i suoi punti di vista politici e se ha l’autorità per farlo?».
Gi.Ba. 

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