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Consiglio comunale: approvato l'equilibrio di bilancio

La minoranza ha lasciato l'aula per la terza volta in 17 mesi

La minoranza ha lasciato l'aula per la terza volta in 17 mesi

MONTALTO – Ieri pomeriggio si è svolta un’interessante seduta del consiglio comunale con 9 punti all’ordine del giorno, tra cui la presa d’atto dell’equilibrio di bilancio 2013.”E’ un atto dovuto – ha spiegato l’assessore al Bilancio Tito Mezzetti – stabilito dal TUEL che dice che vanno verificati gli equilibri entro il 30 settembre. Sono stati mantenuti sia gli equilibri che l’attuazione dei programmi posti in essere con l’approvazione del bilancio 2013 avvenuta il mese scorso”. La minoranza ha spiegato il suo voto contrario in virtù dell’abbandono dell’aula nella precedente seduta di approvazione del bilancio di previsione 2013, quando sollevò presunte irregolarità sull’approvazione stessa. Il Capogruppo di minoranza ha inoltre affermato che a suo modo di vedere mancano i fondi per lo sviluppo economico, sociale e per la sicurezza, e che sono state impiegate in malo modo le risorse nel settore turistico-culturale. L’assessore al bilancio ha controbattuto al consigliere Peruzzi dicendo che per parlare di numeri bisogna conoscerli prima, e che la minoranza ebbe ben 70 giorni per esaminare il bilancio e fare proposte o emendamenti, cosa tra l’altro fatta da alcuni cittadini e associazioni. Alla minoranza che ha chiesto delucidazioni sui servizi erogati dal comune e sulle associazioni, con particolare riferimento alla convenzione in scadenza con la Protezione Civile locale, ha risposto il Sindaco: “i servizi non sono affatto diminuiti -ha spiegato il primo cittadino- e le stesse associazioni di volontariato stanno mantenendo le medesime attività che c’erano in passato. Stiamo però effettuando una ricognizione su tutti i fondi erogati negli ultimi anni, per capire cosa si può fare per migliorare i servizi stessi, anche impegnando meno denaro. Controlli -ha aggiunto Sergio Caci – che sono necessari  in tutti i settori: proprio da queste ricognizioni ci siamo ad esempio accorti che erano spariti 600 mila euro di affitti Enel. Nei prossimi giorni, anche tramite atti ufficiali, dimostreremo carte alla mano come si possano ottenere miglior servizi con meno spese”. Sulla protezione civile il sindaco è molto chiaro: “non chiude affatto -ha affermato- ma continua il suo servizio e da oggi avrà anche l’ausilio dell’associazione nata a Pescia Romana. Daremo alla Prociv altri 20 mila euro fino a novembre e fino a quel giorno faremo una ricognizione esaminando tutte le cifre che sono state erogate per capire cosa c’è da fare, se aumentare, diminuire o lasciare invariati i fondi, nell’ottica di un’ottimizzazione sia delle spese che dei servizi. Un allarmismo inutile -ha tuonato Sergio Caci- quello della minoranza, visto che al momento stiamo mantenendo gli stessi servizi spendendo dimeno. La discussione consiliare si è poi spostata sull’argomento Mastarna, la società che gestisce il parco naturalistico-archeologico di Vulci. “Si tratta solamente di una ratifica del nostro obbligo di procedere alla chiusura anticipata e messa in liquidazione della società in questione. L’assemblea si era tenuta già lo scorso anno e ora ne verrà convocata un’altra per la redazione di un piano industriale che prevederà il riassetto organizzativo che dia sviluppo e respiro all’azione della società stessa. Ci saranno altre persone che affiancheranno il liquidatore e l’amministrazione per portare al meglio a termine questa importante operazione. Il consigliere Carai ha espresso preoccupazione per la vicenda, che a suo modo di vedere è stata portata in consiglio in ritardo.  “Oggi – ha spiegato il sindaco –  era il termine per ratificare la liquidazione e ci siamo presi tutto il periodo necessario per fare una ricognizione della contabilità di Mastarna e capire al meglio cosa c’è da fare. Si sta valutando anche l’opzione di trasformarla in un’azienda speciale, alla luce del decreto dei mesi scorsi che parla proprio del futuro delle società in liquidazione. Mastarna sino ad oggi non ha avuto un vero piano industriale ed è sempre stata gestita in affanno: per questo il parco non è mai stato sviluppato e gli stessi lavoratori sono sempre stati in una situazione precaria, pur essendo assunti a tempo indeterminato. Bisogna creare una società che da qui al futuro possa garantire, grazie allo sviluppo del parco, anche nuovi posti di lavoro. La nuova società si occuperà solo del parco quindi il ramo trasporti non rientrerà nel nuovo organico. Alcuni incontri sono già stati effettuati, sia con i sindacati che con i dipendenti. Quelli sulle forme contrattuali li faranno direttamente i tecnici e non i politici. Chi prenderà il settore trasporti per legge sarà obbligato ad assumere anche chi ci lavora, quindi quei lavoratori sono comunque già garantiti. Il quinto punto all’ordine del giorno ha riguardato l’approvazione del Regolamento per il conferimento degli incarichi legali. “Verrà costituito -ha spiegato il Presidente del consiglio Marco La Monica- un albo di legali con la determinazione di un compenso sulla base del valore del giudizio. Verrà dunque fatto un bando dal quale poi attingeremo salvo particolari eccezioni relative  a figure professionale di carattere specifico”. In merito all’ aggiornamento del programma triennale delle opere pubbliche il consigliere Carai ha chiesto informazioni sulla potabilizzazione delle acque a Pescia. “Questa delibera –ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Carmignani- riguarda l’inserimento, nel Piano triennale delle Opere Pubbliche, del progetto relativo alla realizzazione di impianti di dearsenificazione relativi ai pozzi di Pian dei Gangani e Borgo Vecchio. E’ importante chiarire  che l’acqua del pozzo del Borgo Vecchio non è mai stata usata ma questa opera rientra in una operazione di regolarizzazione e potabilizzazione del pozzo medesimo. Per quanto riguarda il pozzo di Pian dei Gangani, regolarmente utilizzato invece, l’opera viene realizzata a titolo precauzionale nel caso in cui nei prossimi anni il problema dell’arsenico si dovesse presentare anche a Pescia Romana. Comunque l’intervento verrà interamente finanziato con risorse regionali e quindi non graverà in alcun modo sulle già malandate casse comunali. In merito poi al pozzo di Cacciata Grande, abbiamo realizzato un by-pass sulle condotte idriche e suddiviso quell’area in due parti; quella del Matteaccio è stata alimentata con l’acquedotto del Fiora (che aveva ridotto di molto la sua portata), mentre quella dell’imposto è stata alimentata con l’acqua del nuovo pozzo per la quale sono state fatte le analisi preventive previste dalla legge e l’ordinanza di non potabilità, in quanto alcuni valori non erano entro i limiti (ma comunque non vi era alcun pericolo di natura sanitaria). L’ordinanza è stata affissa in comune e sulle plance: abbiamo inoltre effettuato una campagna informativa nella zona interessata. Tutto ciò ha permesso di non far mancare l’acqua per tutta l’estate e quando l’emergenza idrica è terminata abbiamo ricollegato tutto l’acquedotto a quello del Fiora e spento il pozzo”. A concludere gli interventi sull’argomento è stato il Primo Cittadino: “Ringrazio il vice sindaco e l’assessore ai Lavori pubblici -ha concluso Sergio Caci-  per aver affrontato subito il problema dell’acqua a Cacciata Grande per la quale negli anni erano stati spesi soldi inutilmente. Infatti, a fronte di decine di migliaia di Euro spesi anno dopo anno per portare acqua potabile con cisterne mobili, ci siamo resi immediatamente conto che sarebbe stato sufficiente realizzare un pozzo e renderlo potabile”. Il Sindaco ha chiesto poi alla capogruppo di opposizione di far aprire un’inchiesta su questo tema, per capire meglio  le scelte passate dei membri del suo gruppo. Gli ultimi due argomenti della seduta riguardavano due sdemanializzazioni, e sull’ultimo punto, per la terza volta in poco più di un anno, la minoranza senza dare spiegazioni ha lasciato l’aula, di fronte alla perplessità dei presenti.

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