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Furti di rame: giro di vite della Polfer

CIVITAVECCHIA – Erano diverse settimane che gli abitanti della Valle della Fiumaretta, lamentavano l’accensione di “falò” notturni che sprigionavano fumi tossici. I fatti avvenivano in varie ore della notte ed in più punti, per cui i vari interventi non avevano  avuto esito. Grazie alla segnalazione fatta al 113 la scorsa settimana da parte di un abitante preoccupato dall’acre odore che stava invadendo la cameretta del figlio in tenera età, sul posto è stata dirottata una pattuglia della Polizia Ferroviaria, già impegnata nei servizi di prevenzione per i furti di rame commessi in danno di Rete Ferroviaria Italiana. Il tempestivo intervento ha permesso di cogliere sul fatto due noti pregiudicati civitavecchiesi che, al fine di privare la gomma di rivestimento di un grosso mucchio di cavi di rame, avevano acceso un falò dal quale si sprigionava dell’acre fumo nero. Il rame bruciato, di presunta provenienza ferroviaria, del peso di circa un quintale è stato affidato ai tecnici di Rfi mentre i due soggetti sono stati indagati in stato di libertà per violazione delle leggi ambientali ed accensione di fuochi pericolosi. È stata sequestrata anche l’auto con la quale avevano trasportato i cavi di rame. Sempre nell’ambito dell’attività di prevenzione dei furti di rame in  danno di Rete Ferroviaria Italiana, il tempestivo intervento di una pattuglia di questo Comando tre giorni fa ha consentito di sventare il furto di cavi dai circuiti di segnalamento posti all’ingresso della stazione di Civitavecchia. All’arrivo degli Agenti, i malviventi sono riusciti a guadagnare la fuga gettandosi tra la vegetazione favoriti dall’oscurità – il fatto è avvenuto intorno l’una di notte, ma sono stati costretti ad abbandonare la refurtiva, circa 50 metri di cavi di rame interamente recuperate, e sequestrare gli attrezzi da scasso. Il tempestivo intervento ha permesso di limitare i disagi per la circolazione ferroviaria. Mentre di notte si lotta contro i furti di rame, intensa è anche l’attività di prevenzione svolta di giorno. Ieri mattina, personale di quest’ufficio ha bloccato l’attività di un taxista abusivo che all’entrata della stazione aveva intercettato un turista diretto al porto. Questi per far credere lecita la sua attività, indossava un giubbino ad alta visibilità recante sul dorso la scritta Taxi. A carico dell’abusivo, un cinquantatreenne di Canino, si è proceduto con le sanzioni previste dal codice della strada – sequestro dell’auto e sanzione da 1.700 a 7000 euro.  Altri due verbali sono stati contestati all’uomo in quanto guidava con la patente scaduta da due anni, che quindi è stata ritirata, ed anche l’auto aveva la revisione scaduta da due anni.

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