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IIS, “Legalità in campo” sulle terre confiscate alla mafia in Sicilia

TARQUINIA. Significativa esperienza degli studenti a Corleone

TARQUINIA. Significativa esperienza degli studenti a Corleone

TARQUINIA – Nell’ambito delle iniziative di educazione alla legalità, che l’IIS “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia organizza da anni, un gruppo di studenti, accompagnati dalla prof.ssa Cinzia Brandi, si è recato a settembre a Corleone, in provincia di Palermo, per una settimana di lavoro nelle terre confiscate alla mafia. Il progetto, patrocinato da Arci, Spi-CGIL, Unicoop Tirreno e Banca Etica, sotto l’egida di Libera, Associazione Nomi e Numeri contro le Mafie, ha avuto lo scopo di sostenere la cooperativa sociale Lavoro e Non Solo nel gestire le terre appartenute ai boss corleonesi e nel promuovere, al contempo, l’educazione alla legalità nelle giovani generazioni. Gli studenti e la prof.ssa Brandi hanno alloggiato a casa Caponnetto, uno stabile su tre piani confiscato ai nipoti di Riina. Le giornate sono state scandite da esperienze lavorative, come la raccolta dei pomodori e la vendemmia nei vigneti di Canicattì (anche questi terreni confiscati alla mafia), e da uno stretto contatto con la realtà storico-culturale dell’isola: Portella della Ginestra e la testimonianza commossa ed emozionante dei due ultimi anziani sopravvissuti alla strage del 1° maggio 1947; Cinisi e la casa di Peppino Impastato e i cento passi che la separano dall’abitazione (anch’essa confiscata) del suo assassino, il boss Tano Badalamenti; il cimitero di Corleone, con la tomba di Placido Rizzotto (i cui resti, gettati in una foiba della rocca Busambra, la montagna sopra Corleone, è stata data sepoltura solo di recente, dopo il test del DNA); il covo di Bernardo Provenzano a Montagna dei Cavalli, poco fuori il paese di Corleone, e tanto altro ancora.
«I ragazzi sono tornati entusiasti e consapevoli di aver fatto un’esperienza intensa e significativa. – dichiara la prof.ssa Brandi –  Tra l’altro si sono comportati benissimo. Hanno condiviso i momenti di fatica e quelli di svago e hanno vissuto con la loro attenzione silenziosa gli incontri più commoventi, sentendo il gusto di stare dalla parte buona della vita! Per me, cittadina e insegnante, è stata una soddisfazione profonda. Devo ringraziare le loro famiglie, che si sono dimostrate sensibili e animate da vero senso civico, e devo ringraziare il dirigente scolastico Laura Piroli e i colleghi, che hanno creduto in questo progetto e nella sua validità didattica. E devo, in modo particolare, ringraziare le ragazze e i ragazzi volontari, dai quali ho tratto l’energia e l’entusiasmo che mi servirà per il resto dell’anno, fino al prossimo campo a Corleone». «È stata un’esperienza formativa. – sostiene Lorenzo Ippoliti, uno degli studenti che hanno partecipato al viaggio – Abbiamo conosciuto ragazzi provenienti da tutte le parti d’Italia e cenato insieme agli studenti del liceo classico di Corleone. Soprattutto abbiamo toccato con mano realtà storiche importanti e il concetto di legalità è diventato per noi qualcosa di più concreto».

 

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