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Riportato alla luce il tumulo di Poggio Gallinaro grazie alla Fondazione Cariciv

Riportato alla luce il tumulo di Poggio Gallinaro grazie alla Fondazione Cariciv

TARQUINIA – Sono stati presentati ieri a Tarquinia, nell’ambito delle Giornate Europee del patrimonio, gli esiti della recente pulizia del tumulo di Poggio Gallinaro, uno dei siti archeologici più antichi e rilevanti del territorio. La tomba risale alla prima metà del VII secolo a.C. Nonostante fosse già stata violata, la tomba ha restituito i preziosi oggetti di corredo esposti nella sala 3 del Museo Archeologico di Tarquinia, quel che resta di due distinte deposizioni, di cui facevano parte anche le note statuette di prefiche (donne piangenti) in bucchero. Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Alla presentazione sono intervenuti Maria Gabriella Scapaticci, ispettrice di zona della Soprintendenza e direttrice del Museo e l’avvocato Alessandro Antonelli, presidente dell’Università Agraria. A spiegare quanto realizzato è stata la dottoressa Scapaticci: «Si tratta di un progetto che la Soprintendenza ha attuato grazie all’Università Agraria di Tarquinia che è la padrona di casa di questi appezzamenti meravigliosi che danno verso la vallata del Marta – ha detto l’ispettrice – Il monumento di per sé era in brutte condizioni. Siamo riusciti a fare non solo una ripulitura ma anche una nuova staccionata con una scelta estremamente diversa rispetto a quella che era stata fatta in precedenza. Si è scelto, cioè, di fare una recinzione come è nella tradizione maremmana di queste zone: tre filagne di castagno sapientemente  realizzate dagli operai dell’Agraria che sono abituati a fare staccionate per il bestiame». Il presidente dell’ente di via Garibaldi, Alessandro Antonelli, dal canto suo ha annunciato per il prossimo futuro un’attenzione sempre maggiore ai siti archeologici della Civita: “Da tempo – ha detto –  guardiamo con grande attenzione alla Civita e a questo luogo dove sorgeva l’acropoli degli Etruschi. Noi siamo famosi per la Necropoli, riconosciuto patrimonio Unesco, ma qua sotto questa terra, dove oggi poggiamo i nostri piedi, esiste ancora la ‘città dei vivi’. Ebbene tumuli come questo, che risultano isolati e dispersi quasi all’interno della campagna, erano in stato di totale abbandono e degrado. L’Università Agraria, insieme a partnership importanti come la Soprintendenza, la Fondazione Cariciv, l’associazione Archeologicamente e tanti altri, è riuscita a pulire questo sito, a renderlo fruibile e a realizzare una recinzione a protezione in perfetto stile maremmano. Questo è soltanto l’esempio di quello che da oggi in poi cercheremo di fare ancora con la Soprintendenza . Siti come Poggio Gallinaro sono quindi l’esempio di quello che faremo su tutti gli altri siti della Civita”.

 

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