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Ferrocromo, incontro Monti-Amendola

Ferrocromo, incontro Monti-Amendola

Piena sintonia tra Procuratore e Presidente dell’Authortity sul rispetto delle regole. «Il porto deve diventare un modello da seguire per quel che riguarda la movimentazione di materiali polverosi». Oggi anche il presidente della Cpc Luciani è andato dal magistrato

CIVITAVECCHIA – «Il porto deve diventare un modello da seguire anche per quel che riguarda la movimentazione di materiali polverosi, a cominciare dal ferrocromo». E’ sostanzialmente quanto è emerso da un incontro che c’è stato questa mattina tra il procuratore capo Gianfranco Amendola e il presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti. Incontro che si è svolto nell’ufficio del magistrato, che sta coordinando l’indagine sul ferrocromo e che ha portato al sequestro di parte della banchina 23, dove viene scaricato il materiale ferroso, e all’iscrizione sul registro degli indagati di 4 società. L’incontro, a quanto è dato sapere, si è tenuto per evitare di bloccare completamente la banchina 23 dove oltre al carico, scarico e movimentazione di materiali polverosi, arrivano anche altri tipi di merce, come per esempio banane, mobili ed altro ancora. Carico scarico e movimentazione di materiali polverosi, che ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati della Interminal, la Spedimar e la Cooperativa Impresa Lavoratori Portuali. Fermare il tutto infatti, avrebbe potuto significare creare un grosso danno allo scalo locale dal punto di vista economico ed occupazionale, ma sul rispetto delle regole ambientali sia il procuratore Amendola che lo stesso presidente dell’Autorithy Monti sembrano essere sulla stessa lunghezza d’onda, tanto che, come detto, l’intento è quello di far diventare il porto un modello da seguire anche sotto questo aspetto, visto che in quasi tutti gli altri scali italiani invece, nessuno rispetta queste regole. L’Autorità Portuale quindi, si è impegnata ad evitare che  si continui a lavorare alla movimentazione di materiali polverosi come il silicio, la fluorite, ed altri ancora, senza usare le dovute accortezze imposte dalla legge e soprattutto senza autorizzazioni. E a proposito di autorizzazioni, oggi è in programma la conferenza dei servizi alla Provincia per quella alla Traiana relativa al Ferrocromo. Invece per le altre autorizzazioni, ieri si è presentato dal procuratore il presidente della Compagnia Portuale Enrico Luciani, il quale ha chiesto lumi sull’argomento, nonostante lo stesso Luciani appena qualche giorno fa aveva detto che la Compagnia Portuale non aveva nulla a che fare con le società coinvolte nell’indagine della Procura.

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