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Frontale a Cerveteri: muore Giuliano Gemma

Frontale a Cerveteri: muore Giuliano Gemma

L'attore, uno dei principali interpreti degli 'spaghetti-western', si stava recando a bordo di una Toyota Yaris a Civitavecchia per trascorrere una serata tra amici. Lo scontro è avvenuto tra via del Sasso e via Zambra con una Bmw su cui viaggiavano padre e figlio: più critiche le condizioni dell'uomo, trasportato a Roma. Inutili i tentativi di rianimare la star del cinema al San Paolo

CERVETERI – Incidente stradale a Cerveteri all’incrocio tra via Zambra e via del Sasso per l’attore Giuliano Gemma. Il re del western all’italiana, che aveva compiuto 75 anni un mese fa, è rimasto coinvolto in un impatto frontale mentre era a bordo della propria auto, una Toyota Yaris. E’ stato trasportato all’ospedale di Civitavecchia dove è deceduto. Ferito seriamente anche il conducente dell’altra vettura, una Bmw, su cui viaggiavano padre e figlio: l’uomo è stato trasportato a Roma, mentre il figlio è giunto al San Paolo con ferite più lievi. Inutili invece i tentativi di rianimare Gemma, al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Civitavecchia dove l’attore è arrivato intorno alle 21 in arresto cardiaco. All’ospedale sono arrivati amici e familiari dell’attore, insieme alla moglie, la giornalista Rai Baba Richerme, ai quali Gemma aveva dato appuntamento prima a Cerveteri, dove viveva da tempo in località Luparetta, per poi dirigersi verso la città portuale. L’eroe del western all’italiana aveva infatti programmato una  serata tra amici: prima una puntatina al Bingo di viale Garibaldi, come faceva spesso, e poi una cena a base di pesce presso il noto ristorante cittadino “Baffone”.  Frontale a Cerveteri: muore Giuliano GemmaProprio il titolare del locale, subito dopo aver appreso la notizia ha scritto su facebook: “Ciao Giuliano, abbiamo avuto la fortuna di conoscerti. Da questa sera nel cielo brillerà una nuova stella” (nella foto: un sorridente Giuliano Gemma con Baffone, dopo una cena consumata lo scorso 13 luglio). Lo schianto sulla strada del Sasso ha scombinato tutti i piani. Lo scontro frontale è avvenuto poco prima delle 20, all’altezza del bivio da molti ritenuto maledetto. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani di Cerveteri, la polizia stradale di Civitavecchia e la Protezione civile. La salma di Giuliano Gemma è sotto sequestro giudiziario. Un artista poliedrico che ora piange tutta Cerveteri. Il sindaco Alessio Pascucci ha espresso una profondissima tristezza per l’accaduto. “Giuliano Gemma era un Amico della Città di Cerveteri – ha detto il sindaco – appassionato conoscitore delle bellezze del nostro territorio di cui, più e più volte abbiamo avuto il piacere di conversare. Oltre ad essere una artista riconosciuto stimato, direi anzi un mito intramontabile, era una persona di grande umanità ed umiltà. Potrei citare tante occasioni in cui Giuliano ha presenziato gli eventi culturali organizzati a Cerveteri, senza far mancare mai il suo punto di vista esperto. Insieme progettavamo di trasformare Cerveteri in un grande set cinematografico, per far conoscere a tutti le meraviglie di questa terra che lui aveva scelto per stabilirsi ed abitare. Esprimo, a nome dell’Amministrazione comunale e della Città tutta, il più profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia Gemma. Con la stessa intensità e partecipazione esprimo auguri di pronta guarigione alla famiglia rimasta coinvolta nell’incidente”. La carriera di Giuliano Gemma ha avuto inizio a diciotto anni, quando ha cominciato a lavorare in alcuni film come “Figurazione speciale” o “Stunt-Man”, partecipando ad alcuni spot pubblicitari televisivi e cinematografici. Ha recitato nel ruolo di un generale dei garibaldini ne “Il Gattopardo” di Luchino Visconti e nel 1964 il regista francese Bernard Borderie lo ha trovato perfetto per il ruolo di Nicholas in “Angelica” al fianco di Michèle Mercier. E’ tornato ad intepretare lo stesso ruolo anche in “Angelica alla corte del Re”. Il successo della pellicola ha regalato a Gemma una straordinaria notorietà. Ha recitato dopo poco (1965) nel primo western di Tessari, dal nome “Una pistola per Ringo”, film che ha segnato l’inizio dell’avventura nel mondo degli Spaghetti western, filone italiano del genere nato nelle case di produzione d’oltreoceano. A consolidare la fama dell’attore, il film “Un dollaro bucato” di Giorgio Ferroni: dopo questa interpretazione è stato definito “il re del Western all’italiana” con pellicole che hanno fatto incassi esorbitanti e che sono rimasti per mesi ai primi posti nei box-office. A segnare una nuova fase della carriera di Giuliano Gemma sono state le interpretazioni del terribile Maggiore Mathis nel film di Valerio Zurlini “Il deserto dei Tartari” (1976) tratto dal capolavoro di Dino Buzzati, con cui ha guadagnato il premio David di Donatello. Votato nel 1985 “attore più popolare dell’anno” dalla rivista “Sorrisi e Canzoni”, Gemma ha lavorato a fianco di grandi star internazionali come Kirk Douglas, Rita Hayworth, Henry Fonda, Catherine Deneuve, Alain Delon, Lee Van Cleef. ”Un ricordo? Tantissimi e tutti strepitosi. Giuliano  è un patrimonio del cinema italiano e anche un simbolo – dice all’Ansa Pasquale Squitieri ricordando l’attore – perché aveva cominciato come stuntman, coraggiosissimo e atletico si buttava ovunque, poi piano piano ha fatto tutta la gavetta sempre con una grandissima umiltà che insieme alla gentilezza e alla signorilità sono stati la sua caratteristica principale e per la quale era da tutti amatissimo”. Squitieri lo ha diretto in vari film, ”alcuni sono tra i più belli della carriera di Gemma, penso al Prefetto di Ferro, a Corleone e a Claretta. Io ci metto anche Il deserto dei Tartari di Zurlini, una prova difficilissima che lo ha rivelato come un grande attore”. Dispiace a Squitieri se Gemma viene ricordato solo per Ringo e il cinema western, ”perché è  stato un attore per tanti generi e non andrebbe stereotipato così”. Giuliano Gemma ” è stato innanzitutto una scoperta di Luchino Visconti che gli affidò un piccolo ruolo nel Gattopardo e poi come Franco Nero e Terence Hill, per quella stessa generazione,  è stato un attore duttile, che si affidava al regista. Quando lo incontrai per Il prefetto di ferro, io che venivo da un cinema duro, gli spiegai che non doveva sorridere. Mi rispose: ‘faccio quello che mi dici tu’ e così fece e non solo con me. Il rapporto tra noi divenne da quel momento quasi filiale e tanti altri film abbiamo fatto insieme”. Giuliano Gemma  è stato un attore di grande bellezza, “nel Prefetto diede il massimo, trasformandola in austerità”. (a.r.)

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