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Tidei: "Perché Si alla delibera sull'Italcementi"

Il sindaco Pietro Tidei spiega i motivi che dovrebbero spingere i consiglieri comunali a votare il protocollo d'intesa tra Comune e la società

Il sindaco Pietro Tidei spiega i motivi che dovrebbero spingere i consiglieri comunali a votare il protocollo d'intesa tra Comune e la società

CIVITAVECCHIA – “Perché Si alla delibera sull’Italcementi”. È questo il titolo del documento scritto dal sindaco Pietro Tidei all’interno del quale spiega i motivi che dovrebbero spingere i consiglieri comunali (soprattutto la compagine di Sel) a votare a favore del protocollo d’intesa tra Comune e società. «Per affrontare il problema Italcementi sotto una prospettiva politica e storica non si può non partire dal programma col quale il Sindaco e la coalizione che lo ha sostenuto si sono presentati alla città e che la città ha fatto suo col voto del maggio 2012, nel quale viene detto “elemento centrale della politica del territorio sarà il  Piano di riqualificazione urbana per la valorizzazione e ammodernamento della Città di Civitavecchia che nel suo impianto pianificatorio sarà suddiviso in quattro aree strategiche: Area quadrante nord (Fiumaretta, Italcementi, …)». È dunque lungo queste direttrici che si sta muovendo da un anno l’attuale amministrazione in sintonia con l’Autorità Portuale affrontando le problematiche relative” all’area di Fiumaretta, alle aree ferroviarie, alle aree della Frasca. E sempre in questa logica, prosegue il Sindaco «si sono riallacciati i rapporti con la proprietà al fine di trovare una soluzione che consenta di riqualificare, al centro della città, un’area particolarmente degradata, oltre tutto a forte rischio ambientale a causa della notevole presenza di amianto. Certo, sarebbe stato preferibile – prosegue la lettera del primo cittadino – definire l’accordo a suo tempo sottoscritto con Italcementi per l’acquisto dell’area da parte del Comune per una cifra di circa 23milioni di euro, destinando a questa operazione una parte degli introiti Enel, dissipati invece in improvvide iniziative di cui ancora oggi la nostra comunità paga un caro prezzo. Tornando al problema, si è partiti dalla valutazione della volumetria esistente, stimata in oltre 40mila metri cubi, per arrivare alla stima di un tetto massimo insediabile di circa 300mila metri cubi. Sulla base di tali valori si è arrivati a definire con la proprietà una prima ipotesi di accordo che poi è stata sottoposta alle varie forze della coalizione e in particolare con Sel». E dopo il confronto si è giunti alla delibera che già la scorsa settimana sarebbe dovuta approdare in Consiglio Comunale e che prevede, oltre all’acquisizione, da parte del Comune, di circa 90mila metri cubi dell’area Italcementi, anche l’acquisizione di due terreni del PZ10 da destinare «alla realizzazione di case sociali da parte di Ater per un corrispettivo di circa 2,5milioni di euro e l’area già destinata a parcheggio di via Isonzo». E tranquillizza i suoi: «Credo si possa utilmente escludere dalle destinazioni possibili all’interno dell’area Italcementi, nelle aree che saranno nella competenza del comune, qualsiasi destinazione residenziale. Lo stesso si presume che possa avvenire per le volumetrie che resteranno nella disponibilità dell’Italcementi, vista la crisi strutturale che attanaglia il mercato immobiliare unita alla crisi economica nazionale, in modo da sterilizzare qualsiasi tentazione speculativa». E il primo cittadino torna a ribadire che «l’accordo è solo il primo passo necessario per avviare il procedimento». Per quanta riguarda poi la proposta del vice sindaco Enrico Luciani, sostenuta dal vice presidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio e dall’ex capogruppo Pd Flavio Magliani, di realizzare una smart city, Tidei sottolinea: «L’amministrazione si sta muovendo in questa direzione da oltre un anno».

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