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«L’aumento dell’Iva mette in crisi il commercio»

«L’aumento dell’Iva mette in crisi il commercio»

Tullio Nunzi richiama i politici alle loro responsabilità: scelta scellerata che non tiene conto delle conseguenze. L’esponente della Confcommercio: «Comporterà un aggravio di 200 euro per famiglia»  

 «Il sistema economico civitavecchiese, in particolare del commercio al dettaglio, già provato da un calo dei consumi, viene sottoposto ad una pressione che faticherà a reggere». Ne è convinto Tullio Nunzi, che interviene sul recente aumento dell’aliquota Iva dal 21% al 22%. «Andate a vedere corso Centocelle – afferma – e scoprirete come, rispetto agli ultimi anni, siano spariti negozi storici, con un turnover incredibile, con uno sconvolgimento del panorama commerciale e con ulteriori rischi di chiusura». Secondo l’esponente della Confcommercio sarebbe tutta colpa di una politica alla deriva «fatta – dichiara – di ricatti e scelte scellerate e irresponsabili». E rincara la dose: «L’aumento dell’Iva comporterà un aggravio di 200 euro per famiglia – spiega – penalizzando quelle a basso reddito, inasprirà una imposizione grave per le aziende, anziché incidere nell’abbattimento della spesa pubblica e determinerà una serie di oneri ed aggiornamenti per l’adeguamento. A ciò si aggiunga – prosegue Nunzi – che l’aumento di un punto dell’Iva riguarderà fornitori, servizi, energia, che si scaricherà sulle aziende del settore. Una scelta scellerata – conclude – spero che gli eletti locali faranno del tutto per fare in modo che decisioni di questo tipo possano essere modificate e spero che a livello dell’amministrazione locale si tenga conto che le aziende del terziario e dei servizi sono ormai alla canna del gas. E si comportino di conseguenza».

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