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Rifiuti trattati di Roma, fronte comune dei comitati per il no a Cupinoro

Rifiuti trattati di Roma, fronte comune dei comitati per il no a Cupinoro

BRACCIANO – Fronte comune dei comitati contro i rifiuti di Roma. Oggi da Falcognana, sede della discarica che potrebbe prendere il posto di Malagrotta una volta firmato il decreto del ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando partiranno alcuni autobus alla volta di Cupinoro. I comitati del presidio di via Ardeatina intendono esprimere la loro solidarietà agli abitanti dell’area di Bracciano «Arriva la primavera anche a Bracciano – annunciano i comitati no-discarica di Falcognana – e noi siamo lì». Anche il Comitato Rifiuti Zero di Fiumicino insorge contro l’utilizzo della discarica di Cupinoro per i rifiuti trattati di Roma. «Tutti concentrati su Falcognana mentre, senza proferire parola, Sottile firma il decreto per Cupinoro. Non vogliamo essere allarmistici, né asserire che senza ombra di dubbio Cupinoro diventerà la nuova cittadella (…ella si fa per dire) dei rifiuti, ma è certo che la scelta scaturita dall’attenzione che si pone quotidianamente alla lettura dei bandi della Bracciano Ambiente ci lascia un po’ perplessi». «Sappiamo che Cupinoro, in base al Programma Pluriennale 2013-2017 della società prevede un ampliamento da 450.000 mc (400.000 tonnellate circa) in attesa di Via regionale, un impianto TMB da 90.000 t/a finalizzato, si dice, al recupero di materia, un digestore anaerobico con annesso impianto di compostaggio, probabilmente una richiesta di recupero volumetrie sull’attuale Cupinoro». «Quindi – dicono i comitati – nessuna certezza ma ragionevole preoccupazione che queste 20.000 tonnellate di CER 191212, rifiuti derivanti dallo scarto di lavorazione degli impianti TMB, possano trasformarsi in altro di ben più consistente e duraturo». Intanto il sindaco di Roma Ignazio Marino e il governatore del Lazio Nicola Zingaretti parlano di svolta epocale con la chiusura di Malagrotta. Le strade che prenderanno i rifiuti della Capitale per ora portano prioritariamente fuori dal Lazio, in Emilia Romagna e in Piemonte. (a.r.)

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