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Tidei: «Gli elettori hanno scelto me, Luciani l’ho nominato io»

Tidei: «Gli elettori hanno scelto me, Luciani l’ho nominato io»

Tidei risponde sulle larghe intese: «Ne parlano solo Moscherini e il vicesindaco». Oggi il primo cittadino ha ricevuto a casa una delegazione di Sel: «Il Sindaco sono io, il documento su Italcementi non si cambia e ognuno si assuma le proprie responsabilità». Sulla questione interviene anche il Pd: «Temporeggiare sulla riqualificazione di quell’area è da incoscienti»

Oggi la giornata politica è iniziata presto. Alle 8,15 una delegazione di Sel ha bussato alla porta di casa del sindaco Tidei. Caffè e ciambellette per tutti e fresco di stampa, il numero della Provincia  con l’intervista nella quale Luciani si candida a fare il sindaco, augura a Tidei “buon suicidio” nelle braccia delle larghe intese e inaugura la campagna elettorale. Ma soprattutto, ancora una volta l’annuncio ferale: «Mai un passo indietro». E mentre le “colombe” consumavano la colazione con Tidei, il “falco” stava ben attento a non volare sopra le colline dell’Argento: all’incontro Luciani ovviamente non è andato. Tidei però non gliele manda certo a dire, così poco dopo mezzogiorno scende in sala stampa: «Luciani vuole fare il Sindaco? È un problema suo. Le larghe Intese? Ne parlano solo Luciani e Moscherini. La maggioranza? È quella uscita dalle urne». Il Sindaco rilancia e detta le sue condizioni a Luciani: «L’8 ottobre si vota la delibera Italcementi – ha ricordato – il documento è quello e non si cambia e a seconda del voto, ognuno si assumerà le sue responsabilità». Prendere o lasciare, secondo il primo cittadino, non c’è una terza strada. A Tidei fa eco la segreteria del Pd: «Nessuno si può permettere più il lusso incosciente di temporeggiare o rimandare, soprattutto se le motivazioni sono giochi di potere e l’interesse privato,  lontani dal bene comune e dei cittadini». Il partito parla di «narcisismo dubbiotico»,  riferendosi a Luciani, accusandolo di guardare solo al proprio ombelico e avverte il vicesindaco: «Non è più’ tollerato chi invece di spingere sull’acceleratore dell’azione responsabile di governo tira il  freno a mano». «Il recupero di questa zona centrale e degradata – scrive la segreteria del Pd – permetterà di creare occupazione con l’apertura dei cantieri e rispondere, mediante l’edilizia sociale, a tutte quelle persone che non possono permettersi un tetto. Conclusione: «Niente che sia più di sinistra, niente che sia più ecologico». E la bordata finale è tutta per Enrico Luciani: «Il porto deve crescere in sinergia con la Città che deve beneficiarne tutta e non i soliti noti che pensano di trarre vantaggi personali dalla non politica del freno a mano». Poco prima dell’una Tidei saluta i giornalisti: «Non mi lascio certo fermare di fronte ai gravi problemi della casa, dell’occupazione, dello sviluppo. L’unico scelto dagli elettori sono io. Gli altri sono tutti stati nominati. Da me».

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