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Ferrocromo, indagata la Seport

Ferrocromo, indagata la Seport

La Procura ha iscritto il presidente della società addetta allo smaltimento dei rifiuti. L’ipotesi di reato dovrebbe riguardare alcune irregolarità nello smaltimento dei residui. Arrivato invece il documento che autorizza la Traiana. Oggi i legali chiederanno il dissequestro

CIVITAVECCHIA – Si allarga ancora l’indagine sul ferrocromo. A finire sul registro degli indagati è anche la Seport, la società addetta allo smaltimento dei rifiuti all’interno del porto.  Così come per le altre società, anche in questo caso ad essere indagato è il presidente della Seport. La differenza è che in questo caso non si parla di movimentazione, carico e scarico di materiali polverosi, bensì di smaltimento dei residui. La Seport infatti, è la società che si occupa dello smaltimento del ferrocromo dopo che la Traiana ha eseguito lo stoccaggio, per cui è più che probabile che l’indagine, anche in questo caso condotta dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) e coordinata dal procuratore Gianfranco Amendola, riguardi qualche irregolarità relativa appunto alle modalità di smaltimento. Sull’aspetto che coinvolge la Seport però, c’è molto riserbo da parte degli inquirenti, a cominciare proprio dalla esatta ipotesi di reato formulata dalla magistratura inquirente. Probabilmente se ne saprà di più già oggi stesso, dopo che l’avvocato Daniele Barbieri, legale della Seport, avrà parlato con il procuratore per capire appunto quali siano le accuse mosse nei confronti del presidente. Intanto ieri è arrivato anche il documento della Provincia sull’autorizzazione concessa alla Traiana, per cui quasi certamente gli avvocati Luigi Benni e Andrea Miroli avanzeranno ufficialmente la richiesta di dissequestro dell’area del ferrocromo.  

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